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Aiuti alle imprese, Cgil all’attacco

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Salva Sardegna pubblicata sul Buras: il sindacato critica la scarsa condivisione

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CAGLIARI. La Salva Sardegna, con in pancia oltre 186 milioni anti-Covid, è stata pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione. Dunque, è operativa la legge a sostegno di lavoratori e imprese approvata dieci giorni fa dal Consiglio regionale. Anche se all’appello mancano ancora gran parte delle delibere con cui la Giunta dovrà stabilire i criteri per assegnare contributi e finanziamenti. Ma lo stesso giorno della pubblicazione della Salva Sardegna è arrivato anche l’affondo della Cgil sulle recenti azioni anticrisi della Regione e su come potrà sfruttare la quota che le sarà assegnata del Recovery fund, il grande fondo stanziato dall’Europa proprio per far fronte alla crisi economica post pandemia. «L’ingente mole di risorse in arrivo – scrive il sindacato – dovrebbe favorire sin da ora un’ampia condivisione intorno alle buone idee necessarie per la ripresa. Invece assistiamo a una presunzione di autosufficienza da parte della Giunta e delle forze di maggioranza». Il giudizio del direttivo della Cgil e del segretario regionale Michele Carrus è negativo anche sul recente passato: «Siamo insoddisfatti dei provvedimenti presi dalla Regione per arginare la crisi. Allo stesso tempo, siamo molto preoccupati su come saranno utilizzati i finanziamenti nazionali ed europei in arrivo». Soprattutto perché, in mancanza di una condivisione sui futuri interventi, potrebbe esserci da parte dei sindacati confederali – Cgil, Cisl e Uil – «una mobilitazione generale dopo le protese promosse, in queste settimane, dai pensionati, dai lavoratori della sanità, della scuola, delle costruzioni, del turismo e dei trasporti». Proprio queste manifestazioni – sottolinea la Cgil – sono gli «ultimi evidenti segnali di un forte malcontento che cresce e al quale occorre dare risposte concrete con misure adeguate, mentre finora la Giunta ha accumulato solo clamorosi ritardi nello schierarsi al fianco delle fasce più colpite dalla crisi economica e sociale». La requisitoria poi entra nel dettaglio. A cominciare da un no secco sulla prossima riforma sanitaria: «L’aver riproposto lo stesso schema, quello annunciato prima dell’emergenza coronavirus, è un atto di arroganza. Servirà solo a moltiplicare i posti di potere da spartirsi». Sul turismo «c'è stato da parte della Giuta – prosegue la Cgil – un atteggiamento che ha aggiunto solo incertezze, contribuendo a rendere ancora più tragica una già difficile stagione». Sulla scuola «abbiamo davanti solo incognite e settembre è vicinissimo». Infine – secondo la Cgil – «il centrodestra, incurante di qualsiasi urgenza, si è impegnato su una riforma degli Enti locali che ha il sapore dell'inutile restaurazione, mentre non c’è alcun piano di riordino delle funzioni delle Province e della Regione». Il comunicato del sindacato è perentorio nella denuncia finale: «Non sono più accettabili altri ritardi o improvvisazioni e ancora meno il rifiuto di dialogare con le parti sociali». (ua)

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