La Nuova Sardegna

Solinas dribbla il dissenso: «Vinciamo solo se uniti»

di Claudio Zoccheddu
Solinas dribbla il dissenso: «Vinciamo solo se uniti»

Il segretario non affronta le polemiche sulle alleanze n vista delle amministrative  Più attenzione al nord ovest: Sassari città metropolitana con un nuovo ospedale

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SASSARI. L’occasione era la prima riunione del consiglio nazionale del Psd’Az dall’inizio dell’emergenza sanitaria, convocato in videoconferenza dal presidente Antonio Moro per approvare il bilancio. Ma l’attenzione era tutta per l’intervento del segretario Christian Solinas che, però, non ha smesso i panni del presidente della Regione e ha rimandato gli approfondimenti sullo stato di salute del Partito sardo d’azione alla prima riunione “in presenza”. Nessun accenno alle polemiche che stanno mettendo a dura prova l’establishment sardista in vista delle prossime tornate elettorali. Il “caso Nuoro” non è stato affrontato e le tensioni nate con la Lega per la scelta del nome da sostenere alle amministrative sono state aggirate dal segretario presidente. Un dettaglio che non è sfuggito al delegato di Nuoro Giovanni Piras, l’unico che ha parlato apertamente della situazione nel capoluogo barbaricino. Nel suo intervento a prova d’imbarazzo Solinas non ha mai nominato i compagni d’avventura alla guida della Regione: «Dobbiamo mantenere una linea comprensibile agli elettori – spiega Solinas – che non deve prevedere fughe in avanti, soprattutto in quadro politico ancora da comporre. Possiamo vincere ma dobbiamo seguire una linea comune». Il primo appuntamento sono le elezioni suppletive, che Solinas vorrebbe affrontare “confermando e rafforzando il quadro politico regionale”. Un messaggio diffuso in un codice semplice da decifrare. L’excursus da segretario è durato un attimo ed è stato tamponato dagli impegni presi in qualità di presidente della Regione. L’elenco prevede “un grande piano di interventi strutturali”, possibile soprattutto grazie agli 1,6 miliardi arrivato dopo l’accordo con il governo sugli accantonamenti, e due riforme che permettono al segretario di sottolineare il successo della giunta e l’impegno mantenuto con gli elettori: quella sanitaria e quella degli enti locali. E, all’improvviso, Sassari diventa protagonista: «La città merita un nuovo ospedale – spiega Solinas – moderno e capace di intercettare i flussi dei pazienti costretti a curarsi altrove. Lo merita anche Cagliari e gli altri territori – aggiunge –. Possiamo e dobbiamo farlo visto che stiamo mantenendo l’impegno di restituire la centralità dei territori anche nella mappa della sanità». L’altro passaggio che parte dal nord dell’isola riguarda il nuovo layout delle province: «Abbiamo restituito una soggettività politica alla Gallura, all’Ogliastra e al Sulcis ma soprattutto a Sassari, che diventerà la città metropolitana che gli altri non volevano». Il riferimento è cucito addosso alla giunta regionale di centro sinistra che ha preceduto quella guidata da Solinas che poi prosegue quello che, a questo punto, sembra un discorso elettorale piuttosto che un intervento del leader davanti al consiglio nazionale del suo partito. Solinas mette a fuoco l’obiettivo della fiscalità di vantaggio, quello della tutela della lingua e della cultura sarda e anche del “grande bando per i cantieri archeologici da mettere a sistema per produrre attrattività turistica e una nuova voce economica”. Il segretario chiude citando la stabilizzazione dei forestali e la nuova continuità territoriale da realizzare “senza perdere le competenze e le professionalità di Air Italy”.

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