«Carenze d’organico ovunque Due mesi per i concorsi»
di Roberto Petretto
L’assessore regionale Nieddu al centro delle critiche non nega i problemi «Stiamo cercando di tappare i buchi. Ma chi sta meglio deve aiutare gli altri»
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SASSARI. Sanità in rivolta in tutta l’isola: un terremoto di problemi e proteste che, al momento, sembra avere l’epicentro al San Francesco di Nuoro. «Non è vero che a Nuoro chiude Chirurgia - dice l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu -. In quel reparto ci sono due medici in malattia e questo ha creato dei problemi».
Assessore, forse il problema è che ce ne sono solo due in servizio...
«A me risulta ce ne siano sei».
È sicuro assessore? Ci sono state date cifre diverse...
«Credo... non ho sottomano la situazione esatta. Se alcuni medici sono andati in ferie, buon senso vorrebbe che venissero richiamati in caso di urgenza. Comunque c’è anche il San Cammillo di Sorgono con cui cui si può chiedere la turnazione. A Nuoro è stato solo chiesto, se possibile, di spostare le urgenze differibili. Non si chiude niente, non ha chiuso né chiuderà».
Da nord a sud è tutta una protesta per personale insufficiente. Cosa risponde?
«Il problema di organico c'è ovunque e non da oggi. In tutta la Sardegna stiamo facendo salti mortali per non chiudere nulla. Le ferie di agosto acuiscono i problemi, succede ogni anno. Stiamo correndo disperatamente da una parte all'altra, cerchiamo di chiudere tutte le falle».
Dal momento che sta andando a Olbia, parliamo della situazione in Gallura?
«È vero, c'è un numero insufficiente di anestesisti per le attività che vorrebbero fare. Stamattina ho parlato con il direttore della scuola di specializzazione in Anestesia, Pierpaolo Terragni. Mi ha assicurato che nei prossimi giorni metterà a disposizione qualche specialista per l'emergenza a Olbia. Detto questo, a Olbia la situazione è una delle migliori in ambito Ats».
È stato sospeso il servizio di diabetologia pediatrica. Perché?
«È possibile che su un organico di 14 pediatri sia stata mandata a Tempio, per la turnazione, l’unica diabetologa pediatrica in organico? Le sembra una cosa ragionevole? Allora mi chiedo: questa cosa è stata fatta per insipienza o per qualche altro motivo?».
Lei ha qualche sospetto?
«Eh, veda un po' lei... La verità è che anche Olbia ha delle sofferenze, ma rispetto a altri presidi sta meglio. Chiediamo solo che alcuni di quelli che ci sono vadano a turnare per coprire le emergenze».
Ieri i sindacati hanno esposto le carenze di Sassari. Il Santissima Annunziata soffre per le carenze degli altri presidi...
«È vero. Se ci sono problemi negli slot, è l'hub che ne paga le conseguenze. Ma questo fatto dovrebbe far capire anche a chi protesta che mandare rinforzi sul territorio accentua le sofferenze al centro. Se in periferia si fanno meno prestazioni, tutto si scarica sull'hub».
I sindacati lamentano il perdurare del regime commissariale all’Aou. Continuerà?
«Stiamo facendo una valutazione su come procedere. Ma, a pochi giorni dall'approvazione della riforma della sanità, può essere che si decida di andare avanti così sino all’entrata in vigore della nuova organizzazione».
Molte proteste sono arrivate anche da Oristano...
«La criticità è uguale, scontiamo carenze storiche. Il problema più che a Oristano è soprattutto a Bosa. Anche lì cerchiamo di chiudere falle. Quello che bisogna tentare di capire è che il sistema sanitario è regionale, con un sistema di vasi comunicanti. Se c'è carenza da una parte, momentaneamente dà qualcosa chi sta meglio. Difendere il territorio perché politicamente paga può portare vantaggi nel breve periodo, alla lunga no. Se questo si capisse sia a livello politico che a livello di politica sanitaria le cose andrebbero meglio».
Cagliari sta meglio?
«Le carenze ci sono anche lì. A Cagliari stringono i denti e vanno avanti. Forse a Cagliari è più facile interagire tra i vari presidi. C'è anche una dotazione maggiore con degli hub che hanno un organico importante. Anche a queste sofferenze porremo rimedio con i concorsi».
Già, i concorsi: quando arriveranno?
«La verità è che i medici non si fabbricano, soprattutto gli specialisti che sul territorio non abbiamo. Ma le cause non sono di oggi: paghiamo il fatto di aver diminuito il numero borse, il blocco del turn over, che io ho sbloccato sia per la medicina territoriale che per quella ospedaliera. Infatti abbiamo bandito 60 concorsi».
I tempi?
«I concorsi verranno gestiti dalle singole aziende che hanno avuto l’input per attuare tutto in tempi più rapidi. C’è da formalizzare la commissioni, a agosto si fermerà un po’ tutto. Credo che in un paio di mesi dovremmo chiudere pratica».
La riforma sanitaria è in dirittura d’arrivo. L’obiettivo di chiudere entro il 15 agosto è plausibile?
«Sarebbe bello. Molto dipende dal fatto che l’opposizione si prenda tutti i dieci giorni che la legge gli assegna per presentare la relazione di minoranza. Io spero che si arrivi in aula nel più breve tempo possibile. Noi siamo prontissimi, con le idee chiare, molto compatti, veloci. La chiusura dell’esperienza dell’azienda unica è il nostro must, il nostro cavallo di battaglia, ma mi pare di capire che non c’è alcuno contrasto da parte dell’opposizione».
Assessore, forse il problema è che ce ne sono solo due in servizio...
«A me risulta ce ne siano sei».
È sicuro assessore? Ci sono state date cifre diverse...
«Credo... non ho sottomano la situazione esatta. Se alcuni medici sono andati in ferie, buon senso vorrebbe che venissero richiamati in caso di urgenza. Comunque c’è anche il San Cammillo di Sorgono con cui cui si può chiedere la turnazione. A Nuoro è stato solo chiesto, se possibile, di spostare le urgenze differibili. Non si chiude niente, non ha chiuso né chiuderà».
Da nord a sud è tutta una protesta per personale insufficiente. Cosa risponde?
«Il problema di organico c'è ovunque e non da oggi. In tutta la Sardegna stiamo facendo salti mortali per non chiudere nulla. Le ferie di agosto acuiscono i problemi, succede ogni anno. Stiamo correndo disperatamente da una parte all'altra, cerchiamo di chiudere tutte le falle».
Dal momento che sta andando a Olbia, parliamo della situazione in Gallura?
«È vero, c'è un numero insufficiente di anestesisti per le attività che vorrebbero fare. Stamattina ho parlato con il direttore della scuola di specializzazione in Anestesia, Pierpaolo Terragni. Mi ha assicurato che nei prossimi giorni metterà a disposizione qualche specialista per l'emergenza a Olbia. Detto questo, a Olbia la situazione è una delle migliori in ambito Ats».
È stato sospeso il servizio di diabetologia pediatrica. Perché?
«È possibile che su un organico di 14 pediatri sia stata mandata a Tempio, per la turnazione, l’unica diabetologa pediatrica in organico? Le sembra una cosa ragionevole? Allora mi chiedo: questa cosa è stata fatta per insipienza o per qualche altro motivo?».
Lei ha qualche sospetto?
«Eh, veda un po' lei... La verità è che anche Olbia ha delle sofferenze, ma rispetto a altri presidi sta meglio. Chiediamo solo che alcuni di quelli che ci sono vadano a turnare per coprire le emergenze».
Ieri i sindacati hanno esposto le carenze di Sassari. Il Santissima Annunziata soffre per le carenze degli altri presidi...
«È vero. Se ci sono problemi negli slot, è l'hub che ne paga le conseguenze. Ma questo fatto dovrebbe far capire anche a chi protesta che mandare rinforzi sul territorio accentua le sofferenze al centro. Se in periferia si fanno meno prestazioni, tutto si scarica sull'hub».
I sindacati lamentano il perdurare del regime commissariale all’Aou. Continuerà?
«Stiamo facendo una valutazione su come procedere. Ma, a pochi giorni dall'approvazione della riforma della sanità, può essere che si decida di andare avanti così sino all’entrata in vigore della nuova organizzazione».
Molte proteste sono arrivate anche da Oristano...
«La criticità è uguale, scontiamo carenze storiche. Il problema più che a Oristano è soprattutto a Bosa. Anche lì cerchiamo di chiudere falle. Quello che bisogna tentare di capire è che il sistema sanitario è regionale, con un sistema di vasi comunicanti. Se c'è carenza da una parte, momentaneamente dà qualcosa chi sta meglio. Difendere il territorio perché politicamente paga può portare vantaggi nel breve periodo, alla lunga no. Se questo si capisse sia a livello politico che a livello di politica sanitaria le cose andrebbero meglio».
Cagliari sta meglio?
«Le carenze ci sono anche lì. A Cagliari stringono i denti e vanno avanti. Forse a Cagliari è più facile interagire tra i vari presidi. C'è anche una dotazione maggiore con degli hub che hanno un organico importante. Anche a queste sofferenze porremo rimedio con i concorsi».
Già, i concorsi: quando arriveranno?
«La verità è che i medici non si fabbricano, soprattutto gli specialisti che sul territorio non abbiamo. Ma le cause non sono di oggi: paghiamo il fatto di aver diminuito il numero borse, il blocco del turn over, che io ho sbloccato sia per la medicina territoriale che per quella ospedaliera. Infatti abbiamo bandito 60 concorsi».
I tempi?
«I concorsi verranno gestiti dalle singole aziende che hanno avuto l’input per attuare tutto in tempi più rapidi. C’è da formalizzare la commissioni, a agosto si fermerà un po’ tutto. Credo che in un paio di mesi dovremmo chiudere pratica».
La riforma sanitaria è in dirittura d’arrivo. L’obiettivo di chiudere entro il 15 agosto è plausibile?
«Sarebbe bello. Molto dipende dal fatto che l’opposizione si prenda tutti i dieci giorni che la legge gli assegna per presentare la relazione di minoranza. Io spero che si arrivi in aula nel più breve tempo possibile. Noi siamo prontissimi, con le idee chiare, molto compatti, veloci. La chiusura dell’esperienza dell’azienda unica è il nostro must, il nostro cavallo di battaglia, ma mi pare di capire che non c’è alcuno contrasto da parte dell’opposizione».
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