Onorato: la crisi è pesante ma noi ci saremo sempre
di Marco Bittau
Alessandro, responsabile commerciale Moby Tirrenia: legame profondo con l’isola «Abbiamo confermato 12 navi, viaggiano anche se vuote: non annulliamo corse»
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OLBIA. Le navi della Onorato Armatori solcheranno anche i mari inquieti della crisi finanziaria, ma alla fine nei porti della Sardegna arrivano sempre e comunque. Anche nell’incertezza di questa estate dal colore nero-Covid, la flotta Moby-Tirrenia copre tutte le rotte da e per l’isola trasportando quel che resta dell’esercito in vacanza. Alessandro Onorato, vice presidente e responsabile commerciale del gruppo non lo dice espressamente ma lo pensa: «Siamo quelli che anche nei momenti difficili come questo si spendono per aprire le porte dell’isola al turismo». In altre parole e con meno diplomazia, i turisti che arrivano stanno viaggiando soprattutto in nave.
Alessandro Onorato parla a bordo dell’ammiraglia Moby, la Aki, ormeggiata all’Isola Bianca. Non si occupa delle finanze del gruppo ma delle politiche commerciali. E osserva con attenzione i movimenti post Covid del mercato dei trasporti marittimi. Spiega che il gruppo non intende arretrare di un passo in Sardegna («dodici navi in mare, non una di meno rispetto al passato»), tanto meno a Olbia («le due nuove navi ultramoderne che stiamo costruendo in Cina copriranno le rotte da e per l’Isola Bianca, a partire già dall’anno venturo»).
«Le compagnie di navigazione come la nostra – dice ONorato – hanno fatto e fanno ancora sforzi enormi per garantire i servizi essenziali di collegamento ma anche quelli turistici. La crisi dei trasporti e il lungo lockdown hanno comportato perdite sicuramente gravi che ancora è presto per calcolare. A parte i costi, hanno poi indotto grandi cambiamenti nel modo di viaggiare. Così abbiamo adottato tutti i protocolli di sicurezza e formato il personale per farli rispettare assicurando ai nostri passeggeri il miglior viaggio possibile». «A fronte di questi infiniti problemi – aggiunge Onorato con una punta di orgoglio e soddisfazione – noi ci siamo, sempre. Contrariamente a quello che avviene nel trasporto aereo, noi viaggiamo con le navi piene ma anche vuote, non annulliamo corse. Trasportiamo quello che abbiamo annunciato e prenotato. Questo significa dare certezze a chi viaggia e anche agli operatori turistici che aspettano. Vuol dire assumersi delle responsabilità e lavorare concretamente per il sistema trasporti-turismo, risorsa fondamentale per l’isola».
Il riferimento è chiaro: le polemiche delle scorse settimane, avviate soprattutto dagli albergatori, hanno lasciato il segno. Eppure in Sardegna non mancano le frecciate nei confronti del gruppo, soprattutto per quanto riguarda le tariffe praticate. «La nostra storia è legata da sempre alla Sardegna e lavorano con noi centinaia di marittimi sardi – dice ancora il vice presidente – e per questo non capiamo il senso di questa sterile polemica. Le tariffe non sono aumentate, neanche in questi tempi di emergenza sanitaria, e non è vero che la Sardegna costa più di altre destinazioni. A chi giova, allora? Sono accuse che certamente non aiutano il turismo nell’isola nel momento in cui il messaggio dovrebbe essere invece positivo e rassicurante per tutti».
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Alessandro Onorato parla a bordo dell’ammiraglia Moby, la Aki, ormeggiata all’Isola Bianca. Non si occupa delle finanze del gruppo ma delle politiche commerciali. E osserva con attenzione i movimenti post Covid del mercato dei trasporti marittimi. Spiega che il gruppo non intende arretrare di un passo in Sardegna («dodici navi in mare, non una di meno rispetto al passato»), tanto meno a Olbia («le due nuove navi ultramoderne che stiamo costruendo in Cina copriranno le rotte da e per l’Isola Bianca, a partire già dall’anno venturo»).
«Le compagnie di navigazione come la nostra – dice ONorato – hanno fatto e fanno ancora sforzi enormi per garantire i servizi essenziali di collegamento ma anche quelli turistici. La crisi dei trasporti e il lungo lockdown hanno comportato perdite sicuramente gravi che ancora è presto per calcolare. A parte i costi, hanno poi indotto grandi cambiamenti nel modo di viaggiare. Così abbiamo adottato tutti i protocolli di sicurezza e formato il personale per farli rispettare assicurando ai nostri passeggeri il miglior viaggio possibile». «A fronte di questi infiniti problemi – aggiunge Onorato con una punta di orgoglio e soddisfazione – noi ci siamo, sempre. Contrariamente a quello che avviene nel trasporto aereo, noi viaggiamo con le navi piene ma anche vuote, non annulliamo corse. Trasportiamo quello che abbiamo annunciato e prenotato. Questo significa dare certezze a chi viaggia e anche agli operatori turistici che aspettano. Vuol dire assumersi delle responsabilità e lavorare concretamente per il sistema trasporti-turismo, risorsa fondamentale per l’isola».
Il riferimento è chiaro: le polemiche delle scorse settimane, avviate soprattutto dagli albergatori, hanno lasciato il segno. Eppure in Sardegna non mancano le frecciate nei confronti del gruppo, soprattutto per quanto riguarda le tariffe praticate. «La nostra storia è legata da sempre alla Sardegna e lavorano con noi centinaia di marittimi sardi – dice ancora il vice presidente – e per questo non capiamo il senso di questa sterile polemica. Le tariffe non sono aumentate, neanche in questi tempi di emergenza sanitaria, e non è vero che la Sardegna costa più di altre destinazioni. A chi giova, allora? Sono accuse che certamente non aiutano il turismo nell’isola nel momento in cui il messaggio dovrebbe essere invece positivo e rassicurante per tutti».
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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