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Sulla riforma sanitaria l’accordo ancora non c’è

Sulla riforma sanitaria l’accordo ancora non c’è

Oggi arriverà il parere obbligatorio del Consiglio delle autonomie locali  Il presidente Solinas incontra la maggioranza per cercare di superare le divisioni 

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CAGLIARI. Il Consiglio delle autonomie oggi dirà sì o no alla riforma sanitaria e al ritorno delle Asl. Il Cal è stato convocato a Oristano alle 11 nell’aula del Comune, e le premesse sembrano essere quelle di un giudizio tutt’altro che positivo. «Non ci basta una presunta riorganizzazione amministrativa. Vogliano avere maggiori certezze sul decentramento e l’assistenza territoriale», sono le frasi che circolano da giorni fra i sindaci. E infatti il parere, consultivo ma obbligatorio, sarà molto articolato. Tra l’altro è difficile che quanto scriverà il Cal non sia poi preso in considerazione dalla maggioranza di centrodestra in Consiglio: «Non abbiamo certo intenzione di imporre la riforma. Puntiamo, invece, a una larga condivisione», hanno detto da quei banchi. È quindi probabile più di una correzione dell’ultim’ora rispetto al testo approvato due settimane fa dalla commissione sanità, col solo voto favorevole del centrodestra.

Fare quadrato. I partiti di maggioranza hanno ribadito quanto dicono da tempo: «Il Consiglio regionale dovrà approvare la riforma prima di Ferragosto». Ma gli spigoli da limare sono ancora molti e poi anche le divisioni interne, soprattutto fra l’Udc e i Riformatori, sono sempre ben visibili. Un chiarimento è quindi necessario prima che la legge entri in aula. A sollecitarlo è stato il presidente della commissione sanità, Domenico Gallus del gruppo Udc-Cambiamo. Chiesto e ottenuto: oggi, nel primo pomeriggio, il governatore Christian Solinas ha convocato i capigruppo di maggioranza e i consiglieri regionali del centrodestra che fanno parte della commissione. Il vertice dovrebbe servire a ricucire gli strappi, evitando che la maggioranza si presenti in ordine sparso al momento del voto decisivo. Tra l’altro, nel tardo pomeriggio, la commissione sanità dovrà dare anche il parere sulla recente delibera di Giunta con cui, in deroga alla rete ospedaliera del 2018, all’ospedale di Oristano saranno assegnati due posti letto di ematologia oncologica.

Le barricate. Le opposizioni sono sempre più decise a bloccare la riforma. I capigruppo di Pd, Leu, Cinque stelle e Progressisti lo hanno dichiarato: «Faremo l’impossibile per evitare il ritorno delle Asl. Questa riforma è solo un atto amministrativo. Non migliorerà la qualità dei servizi. Anzi, rischia di scatenare più di un contraccolpo negativo su un sistema uscito malconcio dalla pandemia». La minoranza ha presentato quasi 200 emendamenti: «Vogliamo evitare che il centrodestra moltiplichi le poltrone, con un aumento dei costi di almeno tre milioni», hanno scritto i Progressisti in un’interrogazione firmata dal capogruppo Francesco Agus. «Fatichiamo – si legge – a comprendere la linea della maggioranza di centrodestra. La mattina sostiene di lavorare alla riforma, nel pomeriggio, invece, porta avanti trattative striscianti per tenere sotto controllo la sanità soprattutto nelle Aziende ospedaliere, che sono sempre più delle repubbliche autonome. Fino al punto che, in questi giorni, è un susseguirsi di nomine lontane dall’ordinaria amministrazione e da quella riforma sbandierata come risolutiva ma che risolutiva non sarà». (ua).

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