ORA CERTEZZE BASTA CHIACCHIERE
di SILVIA SANNA
La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ripete da giorni come un mantra che gli istituti riapriranno il 14 settembre e che i ragazzi torneranno in aula. Già, ma come? E soprattutto, chi troveranno...
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La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ripete da giorni come un mantra che gli istituti riapriranno il 14 settembre e che i ragazzi torneranno in aula. Già, ma come? E soprattutto, chi troveranno in cattedra? Oggi in Sardegna arriverà la viceministra Anna Ascani e spetterà a lei dare una serie di chiarimenti. Per esempio, dovrà spiegare come sarà garantito il sostegno agli studenti disabili, dal momento che gli insegnanti abilitati sono pochissimi, meno della metà rispetto agli alunni affetti da patologie. Appare chiaro che anche quest’anno, più del passato, si ricorrerà a supplenti non specializzati, precari privi di competenze per rivestire un ruolo molto delicato. Una situazione già incancrenita e complicata dal Covid: l’emergenza sanitaria ha congelato i corsi di formazione che pur con numeri limitati avrebbero garantito una minima iniezione di docenti specializzati. La vice ministra Anna Ascani dovrà rassicurare le famiglie che affidano i loro figli alla scuola, confidando che siano in buone mani. Ma l’esponente del Pd dovrà dare risposte complessive sugli organici: il direttore dell’ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani ha detto alcune settimane fa che in Sardegna serviranno circa 900 docenti in più. L’auspicio è vederli nelle aule già a settembre e non dover raccontare un avvio di anno tormentato, segnato dai buchi negli organici e dalle lezioni saltate. I ragazzi hanno già pagato un prezzo altissimo durante la quarantena con una didattica a distanza che ha funzionato a singhiozzo e lasciato molti di loro indietro. Un divario che può essere superato solo con le lezioni frontali, con un confronto quotidiano con i docenti e con i compagni, perché anche la socialità non deve passare in secondo piano. Dunque bisogna fare in modo che tutti gli studenti sardi tornino in classe in condizioni di sicurezza. Se gli spazi sono insufficienti, bisognerà recuperarli. Se i banchi singoli non bastano, acquistiamoli subito: e pazienza se non sono quelli piccoli (forse troppo) e con le rotelle tanto desiderati dalla ministra. Nell’anno post Covid, servono idee chiare, decisionismo e risorse da spendere. La scuola è il futuro, è la vita che riparte. Non buttiamola via.
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