Paura al pronto soccorso botte a medici e infermieri
di Gianni Bazzoni
Sassari, un paziente appena arrivato in ambulanza si è scagliato contro i sanitari L’uomo è stato bloccato dalla guardia giurata ed è stato trasportato in questura
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SASSARI. Due medici e un infermiere aggrediti al pronto soccorso dell’Aou di Sassari. É accaduto durante il turno di notte di sabato 25 luglio, ma la notizia è trapelata solo ieri. I sanitari più gravi hanno riporta lesioni guaribili in 10 giorni di cure. L’episodio di violenza si è verificato poco dopo le 4 del mattino, quando al pronto soccorso è arrivato un paziente a bordo di una delle ambulanze del 118: l’uomo era in stato di ebbrezza alcolica e dopo essere stato svegliato dal medico che doveva visitarlo è andato in escandescenze. Sono stati momenti di grande confusione e anche di preoccupazione per l’incolumità delle persone: il paziente infatti ha cominciato a correre all’interno della struttura sanitaria e poi ha tentato di allontanarsi scavalcando una finestra. Quindi si sarebbe scagliato contro il medico di turno dopo averlo minacciato pesantemente. Per cercare di bloccare il giovane sono intervenuti anche un secondo medico e un infermiere e ne è nata una colluttazione. Alla fine ad avere la peggio sono stati i due medici e l’infermiere: hanno riportato contusioni guaribili in 10 giorni (il secondo medico, meno grave, ha avuto un paio di giorni di prognosi).
Il paziente è stato poi bloccato dalla guardia giurata e l’intervento è stato completato dalla polizia: gli agenti hanno portato il giovane in questura per accertamenti. Quello di sabato è l’ennesimo campanello d’allarme. Il pronto soccorso continua a essere sotto pressione, con file frequenti, anche fino a 200 pazienti al giorno, e quelli più gravi in molti casi tardano a essere trasferiti nei reparti perchè le procedure Covid allungano notevolmente i tempi. E così c’è il rischio reale di perdere vite umane. La segretaria territoriale della Fsi-Usae Mariangela Campus ha denunciato che il personale - in più occasioni - «ha evidenziato una carenza di sicurezza, con aggressioni fisiche e verbali da parte di pazienti pericolosi. Siamo solidali con i sanitari aggredito – ha detto – e continueremo a vigilare sulle criticità esistenti: chiediamo l’adozione di misure urgenti».
Sull’episodio ha preso posizione il direttore del pronto soccorso Mario Oppes: «Si tratta di situazioni imprevedibili, è sempre difficile conoscere le reazioni di pazienti psichiatrici o che si trovano sotto effetto di sostanze. Questi episodi erano calati nel periodo invernale e in quello Covid: ora l'aumento degli ingressi e le attese determinate dalle nuove procedure anti-Covid rischiano di avere questo tipo di effetti». Dai vertici dell’Aou, netta condanna per quanto accaduto. «Non possiamo tollerare aggressioni contro gli operatori sanitari che cercano di dare ai cittadini il miglior servizio. I violenti vanno isolati». La situazione del pronto soccorso, però, merita attenzione. Le difficoltà sono evidenti: organici insufficienti, tempi di attesa allungati e una gestione interna che risente di forti conflittualità. Un conto che, purtroppo rischiano di pagare gli operatori e soprattutto i pazienti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il paziente è stato poi bloccato dalla guardia giurata e l’intervento è stato completato dalla polizia: gli agenti hanno portato il giovane in questura per accertamenti. Quello di sabato è l’ennesimo campanello d’allarme. Il pronto soccorso continua a essere sotto pressione, con file frequenti, anche fino a 200 pazienti al giorno, e quelli più gravi in molti casi tardano a essere trasferiti nei reparti perchè le procedure Covid allungano notevolmente i tempi. E così c’è il rischio reale di perdere vite umane. La segretaria territoriale della Fsi-Usae Mariangela Campus ha denunciato che il personale - in più occasioni - «ha evidenziato una carenza di sicurezza, con aggressioni fisiche e verbali da parte di pazienti pericolosi. Siamo solidali con i sanitari aggredito – ha detto – e continueremo a vigilare sulle criticità esistenti: chiediamo l’adozione di misure urgenti».
Sull’episodio ha preso posizione il direttore del pronto soccorso Mario Oppes: «Si tratta di situazioni imprevedibili, è sempre difficile conoscere le reazioni di pazienti psichiatrici o che si trovano sotto effetto di sostanze. Questi episodi erano calati nel periodo invernale e in quello Covid: ora l'aumento degli ingressi e le attese determinate dalle nuove procedure anti-Covid rischiano di avere questo tipo di effetti». Dai vertici dell’Aou, netta condanna per quanto accaduto. «Non possiamo tollerare aggressioni contro gli operatori sanitari che cercano di dare ai cittadini il miglior servizio. I violenti vanno isolati». La situazione del pronto soccorso, però, merita attenzione. Le difficoltà sono evidenti: organici insufficienti, tempi di attesa allungati e una gestione interna che risente di forti conflittualità. Un conto che, purtroppo rischiano di pagare gli operatori e soprattutto i pazienti.
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