La Nuova Sardegna

Sider-Alloys, oggi i numeri del rilancio

di Giuseppe Centore
Sider-Alloys, oggi i numeri del rilancio

Assemblea stamattina a Portovesme. La proprietà presenta il piano industriale. Prime lavorazioni tra due anni e mezzo

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CAGLIARI. Oggi è il tempo dei festeggiamenti, dei sorrisi e delle riunioni aperte a tutti, da domani sarà tutt’altra musica.

Questa mattina, voluta dalla sottosegretaria allo Sviluppo Economico Alessandra Todde, che ha ricevuto le deleghe dal ministro Patuanelli (per lei infrrastrutture, sicurezza sistemi energetici e geominerari e imprese in crisi) si terrà in fabbrica una riunione alla quale sono stati invitati, tutti i sindaci del territorio, i sindacati, la Regione e naturalmente Sider Alloys e Invitalia. Una grande assemblea che nelle intenzioni del governo vuol essere il momento per indicare tempi e percorsi per il riavvio della fabbrica. Riavvio che non sarà comunque a breve.

E proprio in funzione della riunione di oggi interviene con una nota l’amministratore delegato di Sider Alloys, Giuseppe Mannina, che parla di «iniziare insieme una nuova stagione per arrivare al traguardo finale nel rispetto delle regole e dei ruoli». L’ad ringrazia «per l'impegno profuso» la sottosegretaria Todde, e con lei «tutti i soggetti fondamentali per il raggiungimento di tale accordo in particolar modo il Governo Italiano, che ha creduto sin dall’inizio a questa iniziativa attraverso le sue più varie articolazioni, Enel, Sace e Banca Intesa. Una nota di merito va a tutta la comunità regionale, territoriale ed istituzionale un sentito riconoscimento va al presidente della Regione Solinas, ai lavoratori ed alle organizzazioni sindacali; anche grazie al loro impegno si è potuto arrivare al raggiungimento di tali obiettivi». L’ultimo di questi era il più importante: il contratto di fornitura di energia con Enel (cinque anni con opzione per altri cinque) a un prezzo molto basso, circa 24 euro per ciascuno dei 250 megawatt richiesti dalle nuove linee produttive. Contratto decisivo perchè nella produzione dell’alluminio la vera materia prima è l’energia, che incide per il 40 per cento dei costi. Oggi si parlerà di piano industriale, vero mistero nel mistero di una società che di recente si è affacciata al mondo agitato delle produzioni industriali di metalli non ferrosi. Le carte che Sider-Alloys presenterà prevedono una produzione annua di poco superiore alle 150mila tonnellate di metallo che coprirebbe meno del 20 per cento del mercato italiano, unico mercato al momento ipotizzato.

Lo stabilimento subirà una profonda e radicale e lunga ricostruzione. Solo le mura dei singoli reparti rimarranno in piedi. Cambierà tutto: dalle celle dove si produrrà il metallo fuso, ai computer per la gestione dei dati; dalla fibra ottica per le comunicazioni ai carri ponte per il trasporto di macchinari e lavorati. Un lavoro immenso che sarà affidato ai cinesi di Chalieco (azienda ingegneristica del governo cinese affiliata a Chinalco, holding nel settore dell’alluminio con un settore ingegneristico e di innovazione e ricerca tra i più avanzati al mondo) che rivolterà come un guanto l’intero stabilimento.

Ecco perchè i tempi per il riavvio delle macchine e le prime produzioni saranno lunghi: 28 mesi da ora. Tra un anno non arriveranno neppure i primi materiali che verranno poi assemblati, e solo tra 18 mesi verranno completati i lavori in alcuni settori della produzione. Di pari passo marcerà l’ingresso dei lavoratori. Tra un anno si arriverà, con una crescita decisa tra dieci mesi, a 160 unità, per poi arrivare a 376 (tra produzione, manutenzione, logistica e direzione) dopo 20 mesi. Un primo punto di confronto tra azienda e sindacato riguarda i lavoratori degli appalti, che potrebbero non rientrare in questi numeri. Ma il vero cuore del confronto è il futuro dello stabilimento. Fermo dal 2012, ha ricevuto il via libera dagli esperti americani che lo hanno valutato. Adesso i cinesi lo rifaranno per intero, con loro tecnologie e loro progetti, innovativi e esclusivi. I cinesi di Chalieco hanno sconfitto la concorrenza di una società italiana (gruppo Danieli) e di una altra società cinese, la Nfc.

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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