verso le amministrative
di Silvia Sanna
SASSARI. Il clima è già bollente e basta una scintilla per innescare l’incendio. Nella grande casa sardista, come sempre accade alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali, si rimettono in...
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SASSARI. Il clima è già bollente e basta una scintilla per innescare l’incendio. Nella grande casa sardista, come sempre accade alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali, si rimettono in discussione alleanze e coalizioni. In gioco ci sono Comuni strategici, come Nuoro, Porto Torres e Quartu. E il partito, che governa la Regione con una coalizione di centrodestra capitanata dalla Lega, ancora una volta, è diviso. «Ma i toni minacciosi e gli ultimatum sono fuori luogo e da respingere al mittente, soprattutto quando resi a titolo personale». Chi parla è il presidente del Psd’Az Antonio Moro e il destinatario del messaggio per nulla sibillino è Quirico Sanna, assessore regionale agli Enti locali. Due giorni fa a Nuoro l’esponente sardista della giunta Solinas ha detto così durante l’incontro alla sezione “Pietro Mastino”, una delle quattro cittadine: «Il Psd’Az conferma l’alleanza con le forze di centrodestra, chi non ci sta è fuori dal partito». Perché, ha aggiunto Sanna «questa è la linea decisa dal Consiglio nazionale». Niente di più lontano dalla verità, replica il presidente sardista Antonio Moro: «Il consiglio nazionale, che si è riunito sabato 25 in videoconferenza per questioni di sicurezza, non ha espresso alcuna linea. Il tema è oggetto di discussione e di confronto. Il segretario Christian Solinas nel suo intervento ha manifestato un auspicio: quello che sia riconfermato il quadro delle alleanze delle ultime Regionali. Un auspicio, appunto, non una imposizione. Un concetto che ho avuto modo di precisare nel mio intervento conclusivo – spiega Moro –. Ho detto che va tenuta nella dovuta considerazione la volontà della base sardista e più in generale il quadro politico locale. Aggiungo che il polso della situazione ce l’hanno i dirigenti territoriali, sono loro che hanno l’esatta percezione degli umori. Molti di loro sono all’interno del partito da 40 anni e godono di enorme rispetto. Insieme al loro ruolo deve essere rispettata l’autonomia e la libertà di pensiero e di azione che da sempre caratterizza il Partito sardo d’Azione». Moro entra poi nel merito dei singoli casi: «A Nuoro ci sono tre sezioni su quattro che non hanno gradito l’indicazione arrivata da Roma sulla scelta del candidato sindaco da parte della Lega. Nel territorio sono 21 le sezioni che chiedono sia rispettata la volontà della base. Dico che dobbiamo fermarci e ragionare per compiere le scelte migliori. Per questo gli ultimatum dell’assessore Sanna sono inaccettabili». Sulla linea del presidente Moro il coordinamento cittadino di Nuoro, con le sezioni sardiste "28 Aprile", "Atene Sarda" e "Patriotu Sardu": «Esprimiamo soddisfazione per l'ultima seduta del Consiglio nazionale e condividiamo le parole unitarie del presidente e del segretario nazionale, relativamente alla priorità da dare alla coalizione regionale anche nello schema delle alleanze locali, laddove queste siano perseguibili e applicabili» Ma nel caso non ci fossero le condizioni è giusto «valutare e percorrere alternative differenti, dettate dalle singole necessità locali, differenti da Comune a Comune». La conclusione al vetriolo è un’altra stilettata per l’assessore Sanna:«Nel ribadire il rispetto dei principi di federalismo e democrazia interni al partito, rispediamo categoricamente al mittente qualsiasi pallido, estemporaneo e personalistico tentativo di ingerenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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