la riforma sanitaria
Via libera in commissione ma la maggioranza rischia
CAGLIARI. Il primo sì alla riforma sanitaria c’è stato, ma col brivido. Nell’aula della commissione salute, la maggioranza di centrodestra ha rischiato di schiantarsi, implodere, per poi riprendersi...
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Il primo sì alla riforma sanitaria c’è stato, ma col brivido. Nell’aula della commissione salute, la maggioranza di centrodestra ha rischiato di schiantarsi, implodere, per poi riprendersi però con un colpo di coda. La legge, a questo punto, dovrebbe entrare in aula il 10 o l’11 agosto, per essere approvata prima di Ferragosto. Anche se poi diventerà operativa, con il ritorno delle otto Aziende sanitarie, solo all’inizio del 2021, con la transizione autunnale che sarà gestita da altrettanti commissari.
Thrilling. Intorno a mezzogiorno, all’improvviso, i consiglieri regionali della coalizione al governo sono stati assaliti dall’ansia. È stato quando ai più è sembrato che, oltre a Michele Cossa dei Riformatori, della sua astensione si sapeva da giorni, anche i sardisti Nanni Lancioni e Stefano Schirru fossero indecisi sul come votare. Pare per alcuni emendamenti approvati in commissione, ma non graditi proprio ai Quattro Mori. Poi ci hanno ripensato, altrimenti la partita sarebbe finita con un pareggio: quattro voti favorevoli contrapposti ai quattro no delle opposizioni. Certo, la riforma sarebbe passata lo stesso, grazie al voto del presidente di commissione, Domenico Gallus dell’Udc, che vale doppio. Ma un sì risicato di sicuro avrebbe finito per offuscare lo sbandierato ritorno delle otto Asl.
Vertice in corsa. Dopo un confronto volante fra i partiti di maggioranza, durato un’ora e descritto come abbastanza brusco da diversi testimoni, la maggioranza comunque s’è ricompattata. Il centrodestra ha vinto con due voti di scarto: sei a quattro. Sull’aventino è rimasto il solo Michele Cossa, che poi motiverà così l’astensione: «È necessario un vertice di maggioranza prima che la legge entri in aula. Ci sono alcuni aspetti tecnici ancora da chiarire». Uno potrebbe essere lo scorporo degli ospedali Microcitemico e Oncologico di Cagliari dall’Azienda Brotzu. Nel testo finale della legge, come imposto da Giorgio Oppi dell’Udc, le due strutture presto dovrebbero passare sotto il controllo della nascente Asl 8, però i Riformatori non sono d’accordo. Ma alla fine a decidere sarà l’Aula, con in coda l’ipotesi molto accreditata che comunque a dire l’ultima parola dovrebbe essere la Giunta.
I tempi. Le opposizioni compatte – Pd, Cinque stelle, Progressisti e LeU – hanno chiesto i dieci giorni previsti dal regolamento per la relazione di minoranza. Il che vuol dire: la riforma dovrebbe entrare in aula lunedì 10 o martedì 11 agosto. A decidere la data esatta sarà la conferenza dei capigruppo, convocata dal presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, all’inizio della settimana prossima. Da quel giorno in poi il Consiglio avrà cinque giorni di tempo, prima del pausa ferragostana, per approvare la legge.
I commenti. Il presidente della commissione, Domenico Gallus, ha detto: «La riforma è uno spartiacque fra passato e futuro, fra la visione centralista dell’Ats e questa in cui invece a ritornare protagonisti saranno territori, pazienti e cittadini». Per poi replicare al parere negativo del Consiglio delle autonomie locali: «I sindaci avrebbero dovuto farci sapere il loro gradimento o meno per quanto riguarda il ritorno delle Asl. Nel loro documento, invece, hanno affrontato anche altri temi, come l’assistenza sanitaria territoriale e la rete ospedaliera, ma di cui stavolta in commissione non ci siamo occupati». In una frase sola: il Cal sarebbe andato fuori tema. Non per le opposizioni, il relatore di minoranza sarà Gianfranco Ganau del Pd, perché «i sindaci hanno ribadito quello che noi diciamo e denunciamo da sempre: questa riforma è solo una spartizione di poltrone e non porterà alcun beneficio ai cittadini». (ua)
Thrilling. Intorno a mezzogiorno, all’improvviso, i consiglieri regionali della coalizione al governo sono stati assaliti dall’ansia. È stato quando ai più è sembrato che, oltre a Michele Cossa dei Riformatori, della sua astensione si sapeva da giorni, anche i sardisti Nanni Lancioni e Stefano Schirru fossero indecisi sul come votare. Pare per alcuni emendamenti approvati in commissione, ma non graditi proprio ai Quattro Mori. Poi ci hanno ripensato, altrimenti la partita sarebbe finita con un pareggio: quattro voti favorevoli contrapposti ai quattro no delle opposizioni. Certo, la riforma sarebbe passata lo stesso, grazie al voto del presidente di commissione, Domenico Gallus dell’Udc, che vale doppio. Ma un sì risicato di sicuro avrebbe finito per offuscare lo sbandierato ritorno delle otto Asl.
Vertice in corsa. Dopo un confronto volante fra i partiti di maggioranza, durato un’ora e descritto come abbastanza brusco da diversi testimoni, la maggioranza comunque s’è ricompattata. Il centrodestra ha vinto con due voti di scarto: sei a quattro. Sull’aventino è rimasto il solo Michele Cossa, che poi motiverà così l’astensione: «È necessario un vertice di maggioranza prima che la legge entri in aula. Ci sono alcuni aspetti tecnici ancora da chiarire». Uno potrebbe essere lo scorporo degli ospedali Microcitemico e Oncologico di Cagliari dall’Azienda Brotzu. Nel testo finale della legge, come imposto da Giorgio Oppi dell’Udc, le due strutture presto dovrebbero passare sotto il controllo della nascente Asl 8, però i Riformatori non sono d’accordo. Ma alla fine a decidere sarà l’Aula, con in coda l’ipotesi molto accreditata che comunque a dire l’ultima parola dovrebbe essere la Giunta.
I tempi. Le opposizioni compatte – Pd, Cinque stelle, Progressisti e LeU – hanno chiesto i dieci giorni previsti dal regolamento per la relazione di minoranza. Il che vuol dire: la riforma dovrebbe entrare in aula lunedì 10 o martedì 11 agosto. A decidere la data esatta sarà la conferenza dei capigruppo, convocata dal presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, all’inizio della settimana prossima. Da quel giorno in poi il Consiglio avrà cinque giorni di tempo, prima del pausa ferragostana, per approvare la legge.
I commenti. Il presidente della commissione, Domenico Gallus, ha detto: «La riforma è uno spartiacque fra passato e futuro, fra la visione centralista dell’Ats e questa in cui invece a ritornare protagonisti saranno territori, pazienti e cittadini». Per poi replicare al parere negativo del Consiglio delle autonomie locali: «I sindaci avrebbero dovuto farci sapere il loro gradimento o meno per quanto riguarda il ritorno delle Asl. Nel loro documento, invece, hanno affrontato anche altri temi, come l’assistenza sanitaria territoriale e la rete ospedaliera, ma di cui stavolta in commissione non ci siamo occupati». In una frase sola: il Cal sarebbe andato fuori tema. Non per le opposizioni, il relatore di minoranza sarà Gianfranco Ganau del Pd, perché «i sindaci hanno ribadito quello che noi diciamo e denunciamo da sempre: questa riforma è solo una spartizione di poltrone e non porterà alcun beneficio ai cittadini». (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
