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Campagna anti Sardegna Solinas chiede i danni

Campagna anti Sardegna Solinas chiede i danni

L’allarmismo sui contagi nell’isola: il governatore dà mandato ai legali Sugli “attacchi” da parte di alcuni media ordine del giorno in Consiglio

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SASSARI. C’è stata una campagna mediatica ostile che ha danneggiato la Sardegna e la sua stagione turistica. Un danno grave, secondo il governatore Christian Solinas, all’origine di molte disdette da parte di vacanzieri, provocate da un allarmismo infondato e causato da alcuni quotidiani nazionali. Perché la Sardegna non è mai stata terra di untori: i contagi di Covid 19 sono arrivati dall’esterno, da turisti che spesso hanno mentito nelle autocertificazioni e da comportamenti disinvolti durante la vacanza. L’isola ex Covid free, oggi alle prese con una seconda ondata di contagi attesa non prima dell’autunno, si ribella a quello che maggioranza e opposizione, su questo tema compatte, considerano un enorme danno. E dopo avere chiesto la convocazione del consiglio regionale per assumere una chiara presa di posizione sull’argomento, ecco che dal governatore Solinas arriva la prima risposta: il presidente avrebbe infatti dato mandato ai legali della Regione di valutare il danno reale della campagna mediatica seguita al boom dei contagi nell'Isola a ridosso di Ferragosto. L’annuncio è stato dato a margine del vertice di coalizione in vista della imminente ripresa dei lavori da parte dell’aula che quest’oggi si riunirà per discutere di riforma sanitaria. A svelare il ricorso alle vie legali è stata la vicepresidente della Giunta Alessandra Zedda (Fi): «Continuano ad arrivare disdette e soprattutto si è rappresentata una situazione di assoluta falsità». Poi la conferma è arrivata anche dalla segretaria regionale di Fdi Antonella Zedda: «L'allarmismo infondato che alcuni hanno procurato sul fronte Covid - attacca - ha compromesso il settembre turistico». La prima forza politica a proporre i risarcimenti era stata la Lega con il capogruppo Dario Giagoni. Intanto il presidente del Consiglio regionale Michele Pais, sollecitato dall’opposizione, sta lavorando a un ordine del giorno sugli attacchi subiti dalla Sardegna che oggi mostrerà ai capigruppo prima della seduta.

La riforma sanitaria. Intanto oggi si ritorna in aula per affrontare un tema cruciale, la riforma sanitaria. Dopo il via libera al ripristino delle 8 Asl, uno dei nodi importanti da sciogliere è lo scorporo dal Brotzu di Cagliari e il trasferimento alla Asl 8 degli ospedali Microcitemico ed Oncologico. Uno scorporo mal digerito dall’Università, perché legato alla questione dei posti letti necessari per ottenere l’accreditamento della facoltà di Medicina da parte del Ministero e garantire così il mantenimento delle scuole di specializzazione. Lo scorporo ci sarà, ma per il momento riguarderà solo il Microcitemico. La decisione è stata presa durante il vertice di maggioranza convocato dal governatore Solinas. Al via libera finale della legge che ripristina le otto vecchie Asl manca la discussione di due articoli, il 17 sul futuro dei due ospedali e il 41 sul piano straordinario di ristrutturazione e manutenzione dei piccoli ospedali per i quali, stando a quanto dichiarato dal presidente della Regione, «si potrebbe andare oltre i 20 milioni di euro previsti». Al 17 sarà presentato un emendamento della Giunta che prevede il passaggio all'Asl 8 del solo Microcitemico, mentre il Businco (l’Oncologico) resterà legato al Brotzu. Almeno per il momento. La Regione sulla questione dei posti letto sollevata dalla rettrice dell’Università di Cagliari Maria Del Zompo ha infatti chiesto un parere al ministero. (si. sa.)

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