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Valloni, Sottovento: «Errore aprire le discoteche»

Valloni, Sottovento: «Errore aprire le discoteche»

Il titolare del locale di Porto Cervo è ricoverato a Sassari: i positivi sono arrivati senza controlli

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SASSARI. «Aprire le discoteche è stato un errore, o almeno lo è stato farlo senza avere la possibilità di seguire linee guida chiare. La colpa non è dei gestori dei locali perché non c’erano le condizioni di sicurezza. Purtroppo tanta gente non ha rispetto per se e per gli altri. Aveva ragione Solinas a chiedere il passaporto sanitario per chi arrivava in Sardegna».

Walter Valloni, titolare del Sottovento di Porto Cervo, parla al telefono dal letto dell'ospedale di Sassari, dove è ricoverato dopo aver contratto il Covid-19. «Ora sto meglio, non ho febbre – spiega – e attendo l’esito del secondo tampone». Il Sottovento è una delle discoteche storiche di Porto Cervo, tra le prime ad aprire in Costa Smeralda già dagli anni 70, ma quest'estate aveva puntato tutto sulla ristorazione perché il suo attuale gestore, Walter Valloni, imprenditore molto noto nella movida romana, aveva capito che non sarebbe stata una stagione facile per il popolo delle discoteche e così ha chiamato con sè Johnny Micalusi, il «re del pesce» a Roma. Ma ora sono entrambi ricoverati in ospedale, contagiati dal Covid. «Conoscendo bene il popolo della notte – racconta Valloni dal reparto di Malattie infettive di Sassari – già da aprile avevo pensato che la soluzione migliore per il rispetto delle regole e la sicurezza delle persone al Sottovento fosse la ristorazione. Abbiamo seguito tutte le precauzioni ma evidentemente non è bastato. Io sto vivendo questo dramma in prima persona, la gente se non ci passa non capisce. Ecco perchè in tanti se ne fregano, non hanno rispetto di se e degli altri». Ed è quello che è successo: «È assurdo che sia arrivata in una regione Covid free tanta gente positiva. A Porto Cervo e Porto Rotondo ci sono tre-quattro comitive che girano i locali della movida. Li conosciamo, sono arrivati qui senza controlli. Magari non sapevano di essere positivi ma hanno contagiato tutti, compresi i loro genitori che poi la sera andavano in ristorante e i contagi si sono moltiplicati. Al Sottovento abbiamo una clientela adulta, personaggi famosi, anche loro erano positivi e non lo sapevano. Io sono stato contagiato e anche mia moglie, eppure abbiamo preso tutte le precauzioni, iniziando dal controllo della temperatura all'ingresso. Quando sono risultato positivo abbiamo chiuso il locale, con evidenti danni economici ma l'ho fatto per il rispetto del personale e della clientela».

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