La Nuova Sardegna

La sanità in Gallura di nuovo sotto chiave

di Stefania Puorro
La sanità in Gallura di nuovo sotto chiave

L’aumento dei contagi spinge l’Assl a limitare l’attività alle urgenze Stop alle visite e agli interventi negli ospedali di Olbia, Tempio e Maddalena 

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OLBIA. Ospedali galluresi di nuovo in lockdown. E la “fase 1” si ripete. Da ieri visite ed esami ambulatoriali sospesi, interventi chirurgici limitati alle urgenze, visite vietate ai familiari dei pazienti ricoverati, eccetto pochi casi. Possono entrare i papà in sala parto ed eventualmente quei parenti autorizzati dai reparti.

L’aumento dei contagi, soprattutto in questa zona della Sardegna, è la ragione che ha spinto la Assl a ridurre l’attività nei tre presidi del territorio: al Giovanni Paolo II di Olbia, al Paolo Dettori di Tempio e al Paolo Merlo della Maddalena.

Il personale del Cup (centro unico di prenotazione) ha cominciato ad avvertire gli utenti e nella prima giornata di stop, sono stati sospesi almeno 150 appuntamenti.

Le parole d’ordine, anzi le lettere, sono in questo momento U e B: visite ed esami Urgenti eBrevi. Chi ha queste impegnative, può avere il via libera. Gli altri restano in stand by. Stesso discorso per chi deve essere sottoposto a un intervento chirurgico: sale operatorie in funzione solo per le emergenze. Gli interventi programmati vengono invece messi in attesa.

Limitazioni anche per il laboratorio analisi, sempre con l’obiettivo di evitare gli assembramenti, e pure in questo caso, viene garantito il servizio solo agli utenti con priorità assoluta. Per quanto riguarda l’accesso al pronto soccorso, chiunque (sempre e solo casi urgenti) dovesse arrivare nel reparto di emergenza, verrà sottoposto al passaggio obbligato del pre-triage nelle tende esterne agli ospedali. E nel momento in cui si stabilirà che il paziente non è positivo, potrà accedere in corsia.

Al San Giovanni di Dio, l’ospedale di viale Aldo Moro sede di distretto e in tutti gli ambulatori del territorio, l’attività è per ora garantita parzialmente, ma l’annuncio di una possibile e ulteriore riduzione potrebbe arrivare in queste ore.

A sollevare il caso a Cagliari, durante il consiglio regionale, è stato Giuseppe Meloni (Pd). Durissimo il suo intervento dopo la decisione della Assl di Olbia di sospendere visite, esami e ricoveri non urgenti e di limitare quindi l’attività in tutti gli ospedali della Gallura «per la recrudescenza pandemica Sars Cov 2 - come ha scritto in un documento la direttrice del presidio di Olbia, Elvira Solinas -. Al fine di scongiurare l’insorgenza di focolai infettivi nelle strutture ospedaliere, si intendono dunque adottare ulteriori restrizioni».

«Una scelta scellerata - ha detto il consigliere regionale Giuseppe Meloni - che aggiungerà ulteriori danni a una situazione già difficile. A un mese dalla loro riapertura, richiudono i servizi ambulatoriali degli ospedali. Con la giustificazione della recrudescenza del Coronavirus. Non si capisce se questi ordini siano arrivati dall’assessorato regionale. Ma per il presidio di Olbia, che comprende anche Tempio e La Maddalena, sappiamo che ne è stata disposta la chiusura. In tutti questi mesi - va avanti Meloni - si è creato un allungamento delle liste d’attesa che potrebbe subire adesso un ulteriore aggravamento dei tempi. Rispetto alla prevenzione di tutte quelle malattie che purtroppo non è stato possibile accertare e tenere sotto controllo in questo periodo, che cosa vogliamo fare? Non moriremo di Coronavirus ma di tutte le altre patologie? Ecco perché, e lo ribadisco ancora, considero questa scelta scellerata».

Lo scorso 6 marzo, la direzione sanitaria dell’Ats aveva firmato l’ordinanza con la quale venivano sospese «allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, tutte le visite che non rivestono carattere di urgenza e emergenza fino a nuova comunicazione». Dopo un mese e mezzo, in base a quanto previsto da uno dei decreti del presidente del Consiglio dei ministri, c'era stata un'apertura per garantire i controlli dei malati oncologici e per assistere i pazienti esterni con urgenze non dilazionabili. In due mesi e mezzo, in Gallura, solo la Radiologia aveva circa 20mila esami prenotati e sospesi. Dalla fine di giugno era ripresa l’attività, ma gradualmente. Ora il nuovo stop.

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