Firmato l’accordo sulla Cig Un anno per l’alternativa
di Roberto Petretto
Intesa tra Governo, azienda e sindacati su 10 mesi di cassa integrazione Stop al licenziamento per quasi 1.500 lavoratori, ora serve un piano industriale
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SASSARI. La firma sull’accordo c’è, ma parlare di successo per i lavoratori sarebbe inopportuno visto che compie un ulteriore passaggio verso la fine della gloriosa esperienza cominciata con Alisarda, proseguita con Meridiana e chiusa con Air Italy. L’intesa sui 10 mesi di cassa integrazione è però ossigeno per i 1.465 dipendenti della compagnia aerea che aveva sede a Olbia e portafoglio (un po’ svuotato negli ultimi anni) in Qatar. «Seppur con l’amaro in bocca per la triste fine della nostra gloriosa e storica azienda, possiamo dichiararci soddisfatti per la chiusura dell’accordo che permetterà a quasi 1500 famiglie di poter avere un sostegno per 10 mesi - ha commentato Marco Bardini, rappresentante dell’Anpav in Sardegna -. Resta l’auspicio che le dichiarazioni verbalizzate delle Regioni Sardegna e Lombardia, non restino solo vana retorica, ma diano una concreta possibilità di ricollocazione alle altissime professionalità che diversamente saranno disperse».
Soddisfazione velata d’amaro anche da parte di Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Cgil: «Il risultato ottenuto è quello massimo possibile. L’azienda ha accolto quasi tutte le osservazioni poste dalle organizzazioni sindacali, garantendo ai lavoratori la sottoscrizione da parte aziendale della Cigs, l’anticipo della 13ma e della 14ma, del Tfr maturato ed ancora presente in azienda nonché un anticipo-prestito di 1.200 euro al mese per al massimo tre mesi in maniera da sopperire ai ritardi dell’Inps nella erogazione della indennità di cassa integrazione».
Sono state accolte anche le parti riguardanti i rinnovi delle abilitazioni e delle certificazioni per il personale navigante e tecnico.
Con l’accordo al ministero del Lavoro si è fatto fronte all’emergenza. Rimangono però le incognite sul futuro: cosa accadrà dopo 10 mesi? «L’accordo prevede anche i progetti di politiche attive del lavoro - prosegue Boeddu -. Vigileremo e pungoleremo la Regione Sardegna affinché mantenga gli impegni, presi peraltro anche dalla Regione Lombardia, che questa vertenza terminerà con esuberi zero perché i lavoratori troveranno tutti una ricollocazione».
L’accordo è stato firmato da 7 sigle sindacali sulle 9 presenti.
«Abbiamo davanti quasi un anno di tempo - ha detto l’assessore regionale al Lavoro, Alessandra Zedda - in cui riuscire a costruire un piano industriale serio e leale che parli di rilancio dell’attività e del mantenimento di tutte le professionalità che, nell’ambito del trasporto aereo, si sono formate nel corso degli anni. In tempi brevi metteremo in atto tutte le misure a nostra disposizione affinché si possano attivare strumenti di politica attiva per mantenere le figure professionali».
Politiche del lavoro che prevedono una serie di misure di orientamento, formazione, promozione , ma anche «percorsi di certificazione delle competenze», in particolare quelli utili per il mantenimento delle licenze.
Quasi 1500 lavoratori, di cui 550 basati a Olbia e 950 a Milano, tantissime professionalità di alto livello, eccellenze nel settore aeronautico: quel che resta di Air Italy, ovvero le competenze dei suoi lavoratori, è un patrimonio che non va disperso.
«Adesso, non bisogna abbassare la guardia - ha detto il segretario nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito - ma invece si deve lavorare per trovare una soluzione industriale che permetta di non disperdere le alte professionalità dei dipendenti della compagnia e dare loro una prospettiva di lavoro».
Soddisfazione velata d’amaro anche da parte di Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Cgil: «Il risultato ottenuto è quello massimo possibile. L’azienda ha accolto quasi tutte le osservazioni poste dalle organizzazioni sindacali, garantendo ai lavoratori la sottoscrizione da parte aziendale della Cigs, l’anticipo della 13ma e della 14ma, del Tfr maturato ed ancora presente in azienda nonché un anticipo-prestito di 1.200 euro al mese per al massimo tre mesi in maniera da sopperire ai ritardi dell’Inps nella erogazione della indennità di cassa integrazione».
Sono state accolte anche le parti riguardanti i rinnovi delle abilitazioni e delle certificazioni per il personale navigante e tecnico.
Con l’accordo al ministero del Lavoro si è fatto fronte all’emergenza. Rimangono però le incognite sul futuro: cosa accadrà dopo 10 mesi? «L’accordo prevede anche i progetti di politiche attive del lavoro - prosegue Boeddu -. Vigileremo e pungoleremo la Regione Sardegna affinché mantenga gli impegni, presi peraltro anche dalla Regione Lombardia, che questa vertenza terminerà con esuberi zero perché i lavoratori troveranno tutti una ricollocazione».
L’accordo è stato firmato da 7 sigle sindacali sulle 9 presenti.
«Abbiamo davanti quasi un anno di tempo - ha detto l’assessore regionale al Lavoro, Alessandra Zedda - in cui riuscire a costruire un piano industriale serio e leale che parli di rilancio dell’attività e del mantenimento di tutte le professionalità che, nell’ambito del trasporto aereo, si sono formate nel corso degli anni. In tempi brevi metteremo in atto tutte le misure a nostra disposizione affinché si possano attivare strumenti di politica attiva per mantenere le figure professionali».
Politiche del lavoro che prevedono una serie di misure di orientamento, formazione, promozione , ma anche «percorsi di certificazione delle competenze», in particolare quelli utili per il mantenimento delle licenze.
Quasi 1500 lavoratori, di cui 550 basati a Olbia e 950 a Milano, tantissime professionalità di alto livello, eccellenze nel settore aeronautico: quel che resta di Air Italy, ovvero le competenze dei suoi lavoratori, è un patrimonio che non va disperso.
«Adesso, non bisogna abbassare la guardia - ha detto il segretario nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito - ma invece si deve lavorare per trovare una soluzione industriale che permetta di non disperdere le alte professionalità dei dipendenti della compagnia e dare loro una prospettiva di lavoro».
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