La Nuova Sardegna

Il ritorno della foca monaca nella sua casa a Cala Gonone

di Simonetta Selloni e Nino Muggianu
Il ritorno della foca monaca nella sua casa a Cala Gonone

Avvistata una carcassa sulla spiaggia, il Corpo forestale: «È un cucciolo»

3 MINUTI DI LETTURA





DORGALI. La foca monaca ritorna, dopo quarant’anni, a casa nella Grotta del Bue Marino, come veniva chiamato dai caprari del posto quell’animale baffuto che emetteva dei versi simili ai muggiti? Sembrerebbe di si, almeno secondo la Direzione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, a seguito di quello che è stato definito un “Eccezionale ritrovamento”, nella serata del 29 agosto scorso nel golfo di Cala Gonone. Apparterrebbe a una foca monaca la carcassa dell’animale avvistata nella spiaggia che costeggia il viale Palmasera. L’ha notata sul bagnasciuga una donna durante una passeggiata: ha subito scattato delle fotografie e le ha inviate al 1515, il numero verde per la segnalazione delle emergenze ambientali del Corpo Forestale. Sarebbe il primo riscontro, per quanto solo fotografico, del ritorno della foca monaca a Cala Gonone: negli anni, si sono susseguiti gli avvistamenti ma senza prove concrete. Secondo il Corpo Forestale, si sarebbe ora dinnanzi «alla carcassa di un piccolo di foca del quale erano ben evidenti il cranio e gli arti anteriori e posteriori»

Come detto, il riscontro è solo fotografico. «Purtroppo – sottolineano dalla Direzione del Corpo Forestale – durante la notte, la risacca ha portato via i resti del mammifero prima che si riuscisse ad effettuare la necessaria repertazione. Le immagini sono ora al vaglio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna (sede di Tortolì), che da una prima analisi si è espresso in maniera positiva non potendo però determinare la specie con certezza vista l'assenza di reperti ossei e tissutali».

La valutazione dell’Istituto Zooprofilattico è quindi basata sulle immagini, e d’altronde ci sono solo quelle a disposizione. Ma. almeno da parte della Forestale, sembra esserci la convinzione che ci si trovi davanti ad un ritrovamento che, se confermato, avrebbe dei caratteri di eccezionalità. «Dopo tanti anni è la prima volta che viene rinvenuto un esemplare di questa specie lungo la costa del Golfo di Orosei – prosegue ancora la nota con la quale è stato reso pubblico –. Il Corpo forestale ringrazia la sensibile cittadina per aver immediatamente comunicato il fatto a dimostrazione dell’attenzione che la popolazione nutre per l’ambiente e la fauna della Sardegna». Il passo successivo sarà trasmettere le immagini all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l’Ispra, al ministero dell'Ambiente».

Gli ultimi avvistamenti della foca monaca in Italia risalgono al giugno scorso, a Capraia, nell’arcipelago Toscano. Non a caso nelle acque dell’Ente Parco arcipelago Toscano. Le immagini del ritrovamento di Gonone hanno rapidamente fatto il giro della comunità scientifica, che con cautela, non essendo disponibile la carcassa, attende il pronunciamento dell’Isz e dell’Ispra. A Dorgali la notizia del possibile ritorno della foca monaca è stata accolta con grande interesse anche dall’amministrazione comunale, che ormai da anni persegue la creazione dell’Area Marina protetta. «Aspettavo di capire cosa sarebbe venuto fuori dagli accertamenti – commenta la sindaca Maria Itria Fancello –. Sicuramente c'è dispiacere per il fatto non sia stato possibile mettere in sicurezza la carcassa, nonostante la cittadina sia stata molto brava perché ha fatto diverse foto che ha inviato anche a me». Secondo Fancello «è un piacere che ci sia di nuovo la presenza di foche e questo ci spinge ancora di più ad andare avanti con l'Area Marina Protetta. Quest'anno c'è stato un po’ meno turismo, un po’ meno caos e questo potrebbe essere il risultato. Questo significa che una regolamentazione del traffico e dell'utilizzo del mare può davvero portare dei vantaggi in termini di tutela ambientale e anche di valorizzazione turistica, che non è consumo del territorio. La natura ci sta dando dei segnali molto forti ed è quindi assolutamente necessario che compiamo le azioni necessarie a tutelarla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative