Il messaggio del papà: «Sei il nostro capolavoro»

Tra la ragazza e il genitore c’era un rapporto fortissimo. E la mamma la chiamava “number one”

SASSARI. Un legame padre-figlia fortissimo, senza confini. Racchiuso più di ogni altra cosa in quel messaggio lasciato poco tempo fa da Gavino Palitta nella bacheca facebook di Beatrice: «Vita mia... sembra ieri ricordarti come una bambina quando correvi da un gioco all’altro. E giorno dopo giorno, notte dopo notte, ora sei arrivata a essere una adulta con la A maiuscola. Ti voglio un bene dell’anima... Sei il capolavoro della nostra vita». E sotto c’è il cuoricino della figlia a puntualizzare quell’amore scandito da decine di foto e di messaggi.

Tanti momenti insieme, ogni volta bastava un niente per organizzare e condividere una giornata. Come ieri, primo sabato di settembre, giorno libero dal lavoro. Padre e figlia in moto verso il mare, in sella alla moto, la Honda Cbr 1000. Andata e ritorno, spensierati. Padre e figlia, lui orgoglioso di quella gita con la sua stella, lei bellissima abbracciata al genitore. Capelli al vento nella lunga discesa, profumo di mare e quel tramonto da incorniciare che si staglia ogni sera tra il cielo e il mare di Castelsardo. In tanti si fermano per fotografare lo spettacolo, turisti ma anche sardi. Sempre più bello. L’avevano appena ammirato anche Gavino e Beatrice, qualche attimo prima della tragedia. Battute e risate, poi un movimento brusco, forse una distrazione o il bagliore di quella palla di fuoco che ha ridotto la visibilità. A quel punto la Honda 1000 ha urtato il cordolo dello spartitraffico e ha cominciato a strisciare sull’asfalto. In quel momento Gavino Palitta ha perso la sua “bambina”. Una tragedia che ha rotto l’incantesimo di una giornata bellissima. Beatrice, studentessa universitaria, nel corso di Scienze e tecniche psicologiche dei processi cognitivi dell’Uniss, una ragazza che amava viaggiare e conoscere il mondo, è morta sul colpo. In quel momento sulla strada è calato il silenzio rotto solo dalle urla disperate dell’uomo. Tutto inutile, anche i soccorsi purtroppo. La “number one” come la chiamava la mamma Franca per sottolineare quella bellezza stupefacente non c’è più. L’ultimo sorriso spensierato di Beatrice è di fronte a quel tramonto che fa sognare. Ma che da ieri è velato di tristezza.

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