La Nuova Sardegna

Metano, dal Senato un piano a metà

Fiducia al Dl Semplificazioni: niente dorsale e via libera a due rigassificatori, con benefici limitati a poche zone dell’isola

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CAGLIARI. Rispettando la rigida tabella di marcia il Senato ieri pomeriggio ha votato la fiducia al governo sul decreto semplificazioni, che all’articolo 60 disegna uno scenario della rete del gas sardo con due rigassificatori e benefici certi solo per le aree limitrofe alle due zone industriali sarde, a nord e a sud. La scelta del governo di non accettare alcun emendamento alla sua proposta, respingendo quindi anche le ipotesi di rete estesa del sistema gas sardo, che ha nella dorsale il suo perno, non trova però concordi Regione e sindacato.

In una nota il presidente della giunta Solinas e l’assessore all’industria Pili intervengono criticando questa posizione. «La Regione non può essere tagliata fuori da scelte fondamentali per il futuro dell’intera Isola, come quelle legate all’energia. Gli impegni presi – dice Solinas – non possono essere disattesi dal Governo e dalla sua maggioranza». «Abbiamo indicato in che modo è possibile far arrivare il metano a un prezzo equo a tutta l’Isola, all’industria e a tutti i sardi, dalle città costiere ai paesi dell’interno. Adesso il governo fa di testa sua approvando un testo in contrasto con i contenuti del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima approvato, anche grazie al lavoro della stessa Regione».

Altrettanto netta la posizione della Filctem Cgil con il segretario regionale Francesco Garau. «Il ripetuto no alla realizzazione del piano di metanizzazione confermato dal parere negativo del Mise agli emendamenti presentati al decreto Semplificazione, mostra un atteggiamento di chiusura da parte di una parte politica a svantaggio dello sviluppo dell’Isola e motivato da posizioni preconcette che creano disuguaglianze. Mi rivolgo alla Regione affinchè si rioccupi del problema subito».

Secondo la Filctem Cgil la dorsale è un’infrastruttura al servizio dei cittadini e delle imprese. «Lo studio realizzato da Rse fotografa solo la situazione attuale, guarda esclusivamente agli aspetti economici e affossa le potenzialità della Sardegna. Sembra non si voglia consentire la crescita delle imprese e degli investimenti nel tessuto produttivo isolano, forse per non creare concorrenza che svantaggerebbe altre aree d’Italia – ha detto Francesco Garau – e l’opera rappresenta una reale porta d’ingresso nella fase di transizione energetica e un trampolino verso l’utilizzo futuro dell’idrogeno. È inammissibile che venga bocciata senza appello. Abbiamo il diritto di sviluppare le nostre potenzialità con infrastrutture materiali e immateriali, precondizione per lo sviluppo e elemento essenziale per la coesione sociale». Infine un appello ai Cinque Stelle, partito che esprime la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde, fortemente contraria al progetto di rete estesa. «I Cinque Stelle ci ripensino ci ripensi e superi le contraddizioni tipiche di un Movimento che si è professato come l'anti-casta, contro le lobby, le disuguaglianze e le ingiustizie, e poi non è conseguente nelle azioni di governo».(g.cen.)

@gcentore. ©©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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