Inseriti tra i morti Covid ma non li ha uccisi il virus

Babudieri (Infettivi): necessario distinguere tra malattia e positività al Sars-CoV2

SASSARI. C’è una grande differenza tra i decessi “per Covid” e i decessi “con Covid” ma non sempre la distinzione appare chiara nei bollettini stilati dall’Unità di crisi nazionale i cui dati vengono poi ripetuti fedelmente nei report dell’Unità di crisi regionale. Il tema – al centro del dibattito da diverse settimane – è tornato in primo piano nell’isola sabato quando nel bollettino giornaliero sulla situazione contagi fornito dalla Regione, è stata comunicata la notizia di una nuova vittima del Covid: una signora di 91 anni colpita da un infarto risultata poco prima della morte positiva asintomatica al virus. Perché inserire il decesso tra quelli per Covid? Sbagliato, secondo il responsabile dell’Unità di crisi del Nord Sardegna Marcello Acciaro: «La signora è morta di infarto, non di Covid. Se contiamo in questo modo rischiamo di segnare milioni di morti per Covid». E dopo Acciaro sul tema delicatissimo interviene Sergio Babudieri, direttore di Malattie Infettive all’Azienda mista ospedaliero universitaria di Sassari: «È necessario fare chiarezza sulle modalità utilizzate in Italia per questo genere di rilevazioni – dice – così da diversificare tra decessi per Covid e con Covid e dare la giusta interpretazione alla causa di morte primaria». Che nel caso della signora novantenne deceduta a Sassari non è stato il Covid, dal momento che l’anziana non aveva la polmonite ma era positiva e asintomatica al virus.

Le differenze. Il problema nasce quando il paziente malato di Covid è affetto da patologie pregresse. In questo caso si tratta di stabilire quale è stata la causa primaria che ne ha determinato la morte: una delle precedenti patologie o la polmonite da Covid che ha aggravato un quadro clinico già compromesso? Il professor Babudieri ricorda la prima importante distinzione da fare: «Con Covid si classifica la malattia ed in particolare la polmonite bilaterale da questo virus, mentre il virus si chiama Sars-CoV2». Significa che un soggetto asintomatico non può essere definito “positivo al Covid” ma “positivo al virus”. Poi Babudieri va avanti: «Di cosa è deceduta la signora? Sicuramente di infarto, con la presenza concomitante di Sars-CoV2. La complicazione nasce se, come nel caso dell'unico decesso che abbiamo avuto da noi in queste settimane (un pensionato di Bonorva ndr), il paziente ha come causa di morte primaria, ad esempio, una insufficienza acuta di qualsiasi organo e come causa concomitante non solo la presenza di Sars-CoV2, ma anche della polmonite Covid-19. Come lo classifichiamo? Sulla scheda di morte nella casella che indica la causa primaria del decesso non c'è certamente la polmonite Covid, ma non si può negare che il paziente ne fosse affetto, anche con sintomi seri». Ma quel paziente, nel report dell’Unità di crisi nazionale prima e successivamente in quello regionale, è stato inserito tra i decessi per Covid, la prima vittima in Sardegna dalla ripresa della pandemia dopo il lockdown. Nonostante, come ha spiegato Babudieri, nella scheda di morte la polmonite Covid non sia indicata come causa primaria del decesso.

Le responsabilità. Le disposizioni sono nazionali e le Regioni ricevono le indicazioni del Ministero. Ma l’esigenza di chiarezza è forte perché il sistema di classificazione può modificare in maniera significativa il numero dei decessi attribuiti al Covid. Per quanto riguarda la Sardegna, se fosse stata fatta una distinzione netta tra morti per Covid e con Covid, il bilancio delle vittime sarebbe rimasto fermo a 134, cioé all’ultimo decesso avvenuto ai primi di luglio. Invece nell’elenco sono stati inseriti i due più recenti del pensionato di Bonorva e della signora novantenne. Dal momento che per entrambi il Covid non è stata la causa primaria di morte, così come riportato nella scheda redatta dal medico che ha constatato il decesso, il conteggio delle vittime nella fase 2 in Sardegna dovrebbe essere fermo a zero.

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