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Orgosolo, bambini positivi il sindaco vuole test a tappeto

di Valeria Gianoglio
Orgosolo, bambini positivi il sindaco vuole test a tappeto

Tra i 18 contagiati nel paese barbaricino ci sono anche alcuni bimbi in età scolare Deledda: «Esami sierologici per tutti gli alunni prima del ritorno tra i banchi»

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ORGOSOLO. «Spesso si sente dire che sono più protetti rispetto agli adulti, ma a noi non risulta affatto: tra i 18 residenti positivi al Covid, ora in quarantena, per un totale di 60 persone in isolamento domiciliare, ci sono anche bambini che presto dovranno tornare a scuola. Per questo, da sindaco, chiedo che prima che aprano le scuole, i test sierologici li facciano anche ai bambini, non solo agli insegnanti. Perché altrimenti rischiamo di avere tantissimi problemi». Il sindaco di Orgosolo Dionigi Deledda è preoccupato, e non lo nasconde, ma stavolta più di altre è deciso a parlare senza tanti giri di parole. Perché, spiega, ne va della sicurezza del paese che amministra, della salute dei suoi 4200 residenti, e di tutte le altre persone che ruotano loro intorno. Come i docenti.

Sono state due settimane decisamente infuocate, le ultime trascorse a Orgosolo: prima la notizia di un paio di casi positivi al Covid, poi il camping che chiude per i contagi, i numeri che crescono fino a toccare quota 18 – e fanno entrare il paese nella lista dei focolai più importanti in provincia di Nuoro – poi ancora la vicenda del giovane barman di Orgosolo a Porto Rotondo che non riusciva a farsi fare il tampone nonostante tanti sintomi rivelatisi in seguito fondati. E tra una vicenda da gestire e l’altra, per il sindaco, sono arrivate decine e decine di telefonate. Fino a ieri mattina, quando di buon’ora, il primo cittadino ha fatto l’ennesimo punto della situazione Covid in paese, e, numeri alla mano, ha deciso che bisognava denunciare il problema.

Ma prima, la premessa: «Ad ora – spiega Deledda – i dati ufficiali non registrano variazioni, per cui abbiamo in totale 18 casi di persone positive e circa 60 in quarantena». I 18 positivi appartengono a quattro o cinque nuclei familiari. I 60 in isolamento a casa, invece, sono i parenti o le persone entrate in contatto stretto con i 18, poi risultati negativi al tampone, ma comunque in quarantena per precauzione. Del resto non sarebbe la prima volta che un tampone negativo si rivela non corrispondente al vero.

«Il fatto è che tra i 18 positivi abbiamo anche bambini – precisa il sindaco Deledda – e il problema è che tra poco aprono le scuole. Da sindaco e da cittadino, mi chiedo: ma com’è possibile che i test li facciano solo agli insegnanti? Li devono fare anche ai bambini. Qualcuno ha idea altrimenti di cosa potrebbe succedere? In paese noi, esclusi quelli che sono in età da asilo nido, abbiamo 365 bambini in età da scuole elementari e medie. Ecco, per questo dico: trovino i soldi per fare i test a tutti gli alunni. È una questione troppo importante, che non va sottovalutata, né trascurata fino all’ultimo. E visto che attendiamo da anni, rinforzino anche l’organico del nostro poliambulatorio. Da tempo chiediamo un radiologo e un cardiologo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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