La Nuova Sardegna

Rete del gas, Medea fa le prime prove

di Giuseppe Centore

Completerà entro il 2021 i lavori nei 17 bacini e da gennaio comprerà il gnl dal deposito costiero di Higas a Oristano

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CAGLIARI. Gli attori del business del gas sardo cominciano a dialogare e a fare affari tra loro, disegnando un primissimo e parziale abbozzo di sistema. Lo conferma l’ingegner Francesca Zanninotti, da poco più di un anno ad di Medea, la società di distribuzione del gas (diversa da Gaxa, altra società di Italgas che invece si occupa di vendita e commercializzazione). Medea per adesso ne gestisce 17 (il sassarese e l’Anglona, parte del Logudoro, parte del nuorese e l’Ogliastra, il Medio campidano, il basso Sulcis e parte dell’oristanese, con una opzione per Cagliari a fine anno) dei 38 bacini in cui è divisa l’isola. Lo scorso dicembre il fondo lussemburghese Marguerite II, partecipato dalla Banca Europea per gli Investimenti e da istituti di promozione nazionale (Cassa Depositi e Prestiti, la francese Caisse des Dépôts Group, la polacca BGK, la tedesca KfW e la spagnola ICO), ha acquisito il 48,15% di Medea e di Gaxa.

A che punto sono i lavori nei vostri bacini?

«Su 1100 chilometri di rete prevista nei nostri bacini a fine agosto ne abbiamo completato 730 a fine agosto. Contiamo di completare tutte le reti nel 2021 e contemporaneamente costruire le parti impiantistiche. Nel 2022 il lavoro sarà completato».

Avete dovuto affrontare problemi particolari dal punto di vista ingegneristico?

«Non ci sono problemi insuperabili. Qualche ostacolo temporale solo in alcuni centri storici, e poi la naturale stasi estiva nelle località turistiche. Abbiamo presentato varianti ai progetti per consentire l’alimentazione a metano dei bacini con depositi in loco».

Prevedete di espandervi anche in altre zone oggi gestite da altre società?

«Nel piano industriale 2019-2025 non è prevista l’espansione in altri bacini. Ci interessa una crescita degli utenti attraverso le conversioni e le attivazioni delle nuove reti a metano».

Chi alimenterà i bacini?

«Ancora per diverse settimane dai carri bombolai che arrivano carichi dalla penisola. Poi stiamo ipotizzando per i primissimi mesi del 2021 un accordo con Higas, che attiverà il suo deposito costiero a Oristano, per rifornire lì i camion che porteranno il metano ai depositi satellite. In carico a Medea il trasporto sino ai depositi dei bacini. In relazione alle attivazioni delle utenze ci stiamo attrezzando per dimensionare gli impianti e rendere sostenibile il trasporto in base ai consumi».

I costi finali per l’utenza?

«Con il modello di regolazione che Arera ha previsto per tre anni, contiamo di fornire il metano a un costo ridotto fino a un terzo rispetto al gpl. Medea è un operatore della distribuzione e rimaniamo concentrati sulla nostra attività, non prevedendo alleanze commerciali».

A quando le prime sostituzioni dei contatori?

«In questi giorni. Contiamo di cambiarli nei quattro capoluoghi entro l’anno».

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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