La Nuova Sardegna

Turismo, il virus frena i vacanzieri ma l’isola regge l’urto

di Claudio Zoccheddu
Turismo, il virus frena i vacanzieri ma l’isola regge l’urto

La Regione: tra luglio e agosto abbiamo avuto circa 10 milioni di presenze. Numeri in calo rispetto al 2019 ma non è il disastro temuto durante il lockdown

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SASSARI. In altri tempi sarebbe stato un dato per nulla confortante. Anzi, forse si sarebbe potuto leggere come l’antefatto di un fallimento. Con la pandemia globale che ha sparigliato tutte le carte in tavola, distribuendo incertezza anche e soprattutto sulle prospettive turistiche di inizio stagione, il calo delle presenze è in realtà un successo perché non si è trasformato in un crollo verticale. Il conto delle presenze turistiche prodotto dalla Regione evidenzia quello che gli stessi amministratori hanno definito “un sensibile calo” prima di annunciare le (quasi) dieci milioni di presenze turistiche raggiunte dall’isola nei mesi di giugno, luglio e agosto. La stima è stata comunicata gli operatori del settore durante un incontro tra la giunta regionale, oltre al presidente Solinas c’erano gli assessori Chessa (Turismo), Fasolino (Bilancio), Zedda (Lavoro) e Todde (Trasporti), ospitato all’aeroporto di Cagliari.

I numeri. Per arrivare alle dieci milioni di presenze sono stati presi in considerazione i mesi di giugno, luglio e agosto, quando nei porti sardi sono sbarcati 1.061.165 passeggeri, con una perdita del 20 per cento rispetto all’anno precedente. Il dato complessivo, da cui è stato scorporato il 20 per cento relativo ai passeggeri non turisti, è di 848.932 arrivi. Negli aeroporti gli arrivi sono stati invece 925.403. Con la diminuzione del 15 per cento relativo ai passeggeri non turisti, gli arrivi risultano essere 786.592. Complessivamente, dunque, gli arrivi turistici certificati sono stati 1.634.568. Per arrivare a un conto delle presenze turistiche, nel periodo compreso tra giugno e agosto, è stata stimata una permanenza media calcolata in 7 giorni che ha portato alle 9.875.486 presenze. Il dato potrebbe essere addirittura più lusinghiero di quanto comunicato dalla Regione perché le stime non comprendono le “presenze” relative alla nautica da diporto. I numeri prodotti dagli amministratori regionali poi dovranno essere integrati da quando accadrà durante il mese in corso, nella speranza diffusa che settembre possa stupire come hanno stupito i tre mesi di estate presi in esame dalla Regione.

Il confronto. Dopo che i dati sono divenuti di dominio pubblico, l’incontro con gli operatori turisti ha assunto i toni e le sembianze di dibattito in cui è intervenuto anche il presidente delle sezione regionale di Confindustria, Maurizio De Pascale, che ha dato atto al presidente Solinas e alla Giunta di aver effettuato “una gestione virtuosa del sistema di controllo degli accessi”. La palla è poi passata all’organizzatore dell’evento, l’assessore al turismo Gianni Chessa, che ha rivolto un appello all’unità e allo sforzo comune per affrontare le difficoltà del momento agli operatori turistici: «Mai come ora – ha detto l’assessore – la Sardegna ha bisogno di mettere in campo le sue migliori risorse e la sua voglia di riscatto. L’industria turistica sarda ha dimostrato di reggere l’impatto con una realtà difficilissima, mai conosciuta dall’umanità negli ultimi secoli, e di avere le carte in regola per programmare una forte ripresa fin dal 2021. Anche in questi mesi di pandemia – ha aggiunto Chessa – abbiamo programmato una serie di eventi di sport e alcuni spettacoli di interesse internazionale che aiuteranno la Sardegna a diffondere sempre più la propria immagine nel mondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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