Nuova serrata a Orgosolo lockdown per bar e locali
di Valeria Gianoglio
L’ipotesi al vaglio del Comitato ordine e sicurezza convocato per martedì Troppi i residenti positivi e quelli in quarantena: tra loro molti sono bambini
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ORGOSOLO. Lo spettro del coprifuoco avanza a Orgosolo. Corre insieme ai ventisei residenti positivi, al trend di crescita dei casi che resta stabile in modo preoccupante – almeno due nuovi al giorno, con punte di cinque nell’ultima tornata di tamponi – corre anche con i 72 abitanti in quarantena, compresi diversi bambini in età scolare, su 4200 abitanti. E più di qualcuno, a detta dello stesso sindaco, non ha rispettato l’isolamento domiciliare, in barba ai controlli. A Orgosolo, insomma, i dati delle ultime ore dicono che c’è davvero poco da scherzare. Il focolaio cresce e tocca anche Nuoro: visto che l’istituto zooprofilattico, chiuso per un dipendente positivo, ha cinque dipendenti di Orgosolo ora in quarantena in paese, senza che il primo cittadino sia stato informato in modo puntuale e veloce.
Non è un casualità, dunque, che il prefetto Luca Rotondi abbia deciso per martedì 15 di fissare una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per discutere del solo caso Orgosolo. E c’è già chi ipotizza l’introduzione di una sorta di coprifuoco per i bar e i locali. Una chiusura anticipata. Né, del resto, è un caso che gli orgolesi con figli pronti a tornare sui banchi abbiano risposto “sì” compatti alla proposta lanciata dal sindaco di sottoporre tutti gli studenti al test sierologico prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.
«Siamo d’accordo tutti nel sostenere le iniziative che vanno a tutela dei nostri figli come quella del test sierologico – spiega il rappresentante dei genitori dell’istituto comprensivo, Pietro Manca – pur sapendo che rappresentano solo un primo passo verso la tutela, ma è un passo che va fatto. Perché Orgosolo, per la stragrande maggioranza dei suoi abitanti, è un paese fatto da persone responsabili». «I genitori sostengono la proposta dei test sierologici – spiega il sindaco Dionigi Deledda – ne abbiamo parlato nel corso di un incontro a scuola. Dobbiamo solo definire gli ultimi dettagli e poi si comincia, sempre ovviamente rispettando la scelta di chi vorrà sottoporsi al controllo. Parte dei soldi dei test li metterà il Comune, ma anche i genitori daranno il loro contributo». All’inizio della settimana entrante, dunque, a Orgosolo ci sarà una nuova riunione tra sindaco e rappresentante dei genitori per pianificare nel dettaglio l’operazione-test. Ma i numeri della platea potenziale si conoscono già. «In paese abbiamo 368 alunni dalle materne alle medie e superiori – spiega il primo cittadino – e se aggiungiamo anche i circa 140 pendolari a Nuoro, superiamo di poco i 500 studenti. Il nostro obiettivo è poterli controllare perché siano tranquilli loro, i genitori e gli insegnanti. Ma i test, ovviamente, saranno su base volontaria». E la situazione, nel paese, potrebbe ulteriormente cambiare nelle prossime ore, visto che anche ieri sono stati eseguiti nuovi tamponi. «Il prefetto di Nuoro ha convocato per martedì 15 settembre, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con un solo ordine del giorno: “Orgosolo. Dispositivo locale dei servizi di controllo per la prevenzione e il contenimento dell’epidemia da Covid 19 – ricorda Dionigi Deledda nella sua ultima ordinanza, la numero 11 – Non è da escludere vi siano ulteriori importanti restrizioni se non si rispettano le regole. Penso che la saggezza di ciascuno di noi dovrebbe guidare le proprie azioni più di quanto possa fare il rigore delle autorità. Credo che sia il caso che ognuno faccia i conti con se stesso, senza alibi, e si impegni in un profondo esame di coscienza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non è un casualità, dunque, che il prefetto Luca Rotondi abbia deciso per martedì 15 di fissare una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per discutere del solo caso Orgosolo. E c’è già chi ipotizza l’introduzione di una sorta di coprifuoco per i bar e i locali. Una chiusura anticipata. Né, del resto, è un caso che gli orgolesi con figli pronti a tornare sui banchi abbiano risposto “sì” compatti alla proposta lanciata dal sindaco di sottoporre tutti gli studenti al test sierologico prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.
«Siamo d’accordo tutti nel sostenere le iniziative che vanno a tutela dei nostri figli come quella del test sierologico – spiega il rappresentante dei genitori dell’istituto comprensivo, Pietro Manca – pur sapendo che rappresentano solo un primo passo verso la tutela, ma è un passo che va fatto. Perché Orgosolo, per la stragrande maggioranza dei suoi abitanti, è un paese fatto da persone responsabili». «I genitori sostengono la proposta dei test sierologici – spiega il sindaco Dionigi Deledda – ne abbiamo parlato nel corso di un incontro a scuola. Dobbiamo solo definire gli ultimi dettagli e poi si comincia, sempre ovviamente rispettando la scelta di chi vorrà sottoporsi al controllo. Parte dei soldi dei test li metterà il Comune, ma anche i genitori daranno il loro contributo». All’inizio della settimana entrante, dunque, a Orgosolo ci sarà una nuova riunione tra sindaco e rappresentante dei genitori per pianificare nel dettaglio l’operazione-test. Ma i numeri della platea potenziale si conoscono già. «In paese abbiamo 368 alunni dalle materne alle medie e superiori – spiega il primo cittadino – e se aggiungiamo anche i circa 140 pendolari a Nuoro, superiamo di poco i 500 studenti. Il nostro obiettivo è poterli controllare perché siano tranquilli loro, i genitori e gli insegnanti. Ma i test, ovviamente, saranno su base volontaria». E la situazione, nel paese, potrebbe ulteriormente cambiare nelle prossime ore, visto che anche ieri sono stati eseguiti nuovi tamponi. «Il prefetto di Nuoro ha convocato per martedì 15 settembre, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con un solo ordine del giorno: “Orgosolo. Dispositivo locale dei servizi di controllo per la prevenzione e il contenimento dell’epidemia da Covid 19 – ricorda Dionigi Deledda nella sua ultima ordinanza, la numero 11 – Non è da escludere vi siano ulteriori importanti restrizioni se non si rispettano le regole. Penso che la saggezza di ciascuno di noi dovrebbe guidare le proprie azioni più di quanto possa fare il rigore delle autorità. Credo che sia il caso che ognuno faccia i conti con se stesso, senza alibi, e si impegni in un profondo esame di coscienza».
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