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Scuola, precari in piazza mercoledì

Scuola, precari in piazza mercoledì

L’Anli: «Supplenti anche dopo 15 anni, a Cagliari per chiedere la stabilizzazione»

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CAGLIARI. Insegnanti precari ancora una volta sul piede di guerra contro quella che qualcuno ha definito ”supplentite”: docenti che da 10-15 anni vengono assunti alla riapertura dell’anno scolastico – spiega la responsabile regionale di Anli, Rosa Mulas – ma che ogni estate diventano un peso per le casse dello stato e non vedono mai realizzarsi la stabilizzazione». Per questo motivo mercoledì gli aderenti all’Associazione liberi insegnanti sarà sotto il palazzo regionale in via Roma, a Cagliari, noi dell’infanzia primaria con per fare sentire la voce dei tanti che non riescono a vedere un’uscita da questa situazione, senza dimenticare il danno per gli studenti che non possono godere della continuità didattica, trascinati anch’essi nella precarietà. E nemmeno le esigenze anti Covid che dovrebbero accelerare le soluzioni contro le classi pollaio e il promesso sdoppiamento delle classi spingono a cambiare le cose.

«A livello nazionale – spiega la Mulas – l’Anli è impegnata in prima linea e la responsabile nazionale Alessandra Gammino sta partecipando a uno sciopero della fame con altre 7 docenti della primaria». Nel mirino le difficoltà nel farsi ascoltare da parte del governo «sulle ingiustizie nei confronti delle diplomate magistrali, che da anni reggono le sorti della scuola primaria da supplenti e puntualmente vengono accantonate nonostante abbiano un titolo abilitante, subendo le disparità a vantaggio di chi nel frattempo si è laureato nel neonato corso in scienze della formazione primaria, titolo che dà 68 punti contro i soli 6 dei diplomati magistrali».

Anli lamenta il fatto che non si crei la possibilità di assunzione per titoli e servizi («eppure una normativa europea prevede che dopo 3 anni si ha diritto alla stabilizzazione, anche se questo concetto non è mai stato applicato nella scuola»), ma solo tramite concorso. «Un sistema – dice la Mulas – che rende una chimera le speranze di ingresso dei precari. E non solo per le tempistiche. C’è una tale carenza di personale che è impossibile coprire tutte le cattedre. Ad esempio, per la scuola dell’infanzia c’è un concorso con 4000 partecipanti per soli 190 posti. Tutti gli anni si avvia l’anno scolastico con le cattedre scoperte, facendo così ricorso alle graduatorie d’istituto o a quelle provinciali per coprire i posti non assegnati da concorso». Insomma il precariato si fa sistema, prassi e docenti con alcuni lustri di insegnamento alle spalle continuano a essere assunti anno per anno. «Ci sono docenti che lavorano 10-15 anni e continuano a vivere da precari. Chiediamo il doppio canale di reclutamento come c’era con le Gae sino a qualche anno fa». (a.palm.)

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