LA POLEMICA
Pronte o meno, le scuole riaprono
Le testimonianze, pro e contro, dei presidi di due istituti romani
3 MINUTI DI LETTURA
[LUOGO]ROMA
[TESTO]Chi è in affanno e chi è pronto, chi ha già la mensa allestita per partire e chi invece dovrà aspettare, chi attende i banchi monoposto e chi ha dovuto usare la fantasia e realizzare dei divisori. Due facce della scuola che riparte, due esempi di istituti alle prese con l'avvio di un anno scolastico che difficilmente sarà dimenticato. Dopo lo stop alla richiesta di far slittare al 24 settembre l'apertura alla «Poseidone», un istituto comprensivo di Torre Angela, alla periferia della Capitale, si è lavorato senza sosta per essere pronti per oggi quando i cancelli si apriranno per oltre mille studenti: «Qualche altro giorno sarebbe stato importante per consentire il lavoro in maniera meno frenetica - spiega la dirigente scolastica Annalisa Laudando - I lavori di edilizia leggera sono terminati venerdì, quindi è iniziata la pulizia e la sanificazione. La cosa più importante è trasmettere sicurezza ai ragazzi e alle loro famiglie, dare un messaggio di speranza e fiducia». Ma la preside non nasconde che ci sono ancora, a poche ore dalla riapertura, diverse difficoltà: «Apriremo con orario ridotto perché mancano circa 30 docenti. La parte più scoperta è il sostegno: ne mancano 21. Ci auguriamo che nei prossimi giorni arrivi il personale cui abbiamo bisogno. La primaria e l'infanzia ripartiranno momentaneamente senza mensa perché non sono stati ultimati alcuni lavori interni». Un altro aspetto riguarda i banchi monoposto: «Ce ne consegneranno 400 quando i ragazzi saranno già in classe - aggiunge - Nel pomeriggio li monteremo e quindi faremo un doppio lavoro perché per aprire domani abbiamo dovuto sistemare banchi doppi interdetti da un lato per rispettare la distanza di un metro». Insomma alla Poseidone si apre si ma a singhiozzo. Più serenità invece all'Ic «Via Nitti» del Fleming, nel cuore di Roma Nord, grazie ad aule «non minuscole», un pizzico di creatività e «tanto, tanto lavoro» racconta la dirigente scolastica Elisa Marzia Vitaliano, che ha anche organizzato già la scorsa settimana un «progetto accoglienza» che ha fatto per certi versi da prova generale, con alcune classi. Ma da stamattina si torna tutti in aula, sebbene per le prime due settimane a orario ridotto: «Un po’ perché mancano i docenti, un po’ per le elezioni. Ma nella settimana successiva alle elezioni saremo a calendario pieno». Tutte le classi e per tutte le ore in presenza, un vero miracolo. La «Nitti» conta 1.180 alunni, tra primaria e secondaria di primo grado e con le regole di distanziamento anti-Coronavirus attuali «non ho dovuto rimodulare le classi». Un genitore architetto ha progettato una parete divisoria in materiale riciclato per dividere l'Aula magna, che ora può ospitare due classi delle medie. La scuola ha a disposizione banchi monoposto (acquistati grazie al Cura Italia, uno stanziamento da 38 mila euro) ma anche biposto, con le sedie disposte una sul lato lungo, una su quello corto. Per le I e II elementari, invece, sono stati realizzati dei divisori trasparenti da applicare ai banchi.
[TESTO]Chi è in affanno e chi è pronto, chi ha già la mensa allestita per partire e chi invece dovrà aspettare, chi attende i banchi monoposto e chi ha dovuto usare la fantasia e realizzare dei divisori. Due facce della scuola che riparte, due esempi di istituti alle prese con l'avvio di un anno scolastico che difficilmente sarà dimenticato. Dopo lo stop alla richiesta di far slittare al 24 settembre l'apertura alla «Poseidone», un istituto comprensivo di Torre Angela, alla periferia della Capitale, si è lavorato senza sosta per essere pronti per oggi quando i cancelli si apriranno per oltre mille studenti: «Qualche altro giorno sarebbe stato importante per consentire il lavoro in maniera meno frenetica - spiega la dirigente scolastica Annalisa Laudando - I lavori di edilizia leggera sono terminati venerdì, quindi è iniziata la pulizia e la sanificazione. La cosa più importante è trasmettere sicurezza ai ragazzi e alle loro famiglie, dare un messaggio di speranza e fiducia». Ma la preside non nasconde che ci sono ancora, a poche ore dalla riapertura, diverse difficoltà: «Apriremo con orario ridotto perché mancano circa 30 docenti. La parte più scoperta è il sostegno: ne mancano 21. Ci auguriamo che nei prossimi giorni arrivi il personale cui abbiamo bisogno. La primaria e l'infanzia ripartiranno momentaneamente senza mensa perché non sono stati ultimati alcuni lavori interni». Un altro aspetto riguarda i banchi monoposto: «Ce ne consegneranno 400 quando i ragazzi saranno già in classe - aggiunge - Nel pomeriggio li monteremo e quindi faremo un doppio lavoro perché per aprire domani abbiamo dovuto sistemare banchi doppi interdetti da un lato per rispettare la distanza di un metro». Insomma alla Poseidone si apre si ma a singhiozzo. Più serenità invece all'Ic «Via Nitti» del Fleming, nel cuore di Roma Nord, grazie ad aule «non minuscole», un pizzico di creatività e «tanto, tanto lavoro» racconta la dirigente scolastica Elisa Marzia Vitaliano, che ha anche organizzato già la scorsa settimana un «progetto accoglienza» che ha fatto per certi versi da prova generale, con alcune classi. Ma da stamattina si torna tutti in aula, sebbene per le prime due settimane a orario ridotto: «Un po’ perché mancano i docenti, un po’ per le elezioni. Ma nella settimana successiva alle elezioni saremo a calendario pieno». Tutte le classi e per tutte le ore in presenza, un vero miracolo. La «Nitti» conta 1.180 alunni, tra primaria e secondaria di primo grado e con le regole di distanziamento anti-Coronavirus attuali «non ho dovuto rimodulare le classi». Un genitore architetto ha progettato una parete divisoria in materiale riciclato per dividere l'Aula magna, che ora può ospitare due classi delle medie. La scuola ha a disposizione banchi monoposto (acquistati grazie al Cura Italia, uno stanziamento da 38 mila euro) ma anche biposto, con le sedie disposte una sul lato lungo, una su quello corto. Per le I e II elementari, invece, sono stati realizzati dei divisori trasparenti da applicare ai banchi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
