I medici: «Gravi difficoltà per gli esami per i malati cronici»

Appello alla Regione e all’Ats per la riapertura degli ambulatori specializzati

SASSARI. È una catena che non può funzionare perché alcuni anelli sono troppo deboli. Ma si dovrà fare di tutto per evitare che ci spezzino. Ne sanno qualcosa i pazienti cronici che, per prenotare una visita, devono appellarsi alla buona sorte prima che alla rubrica telefonica: «Effettivamente anche a sei mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria ci sono grandi difficoltà a contattare il Cup (Centro unico di prenotazione, ndr) e ad ottenere appuntamenti in tempi ragionevoli – spiega Antonio Desole, vice presidente regionale della Federazione dei medici di medicina generale –. Anche noi medici spesso non sappiamo cosa consigliare. La precedenza spetta alle urgenze ma in questo modo si rischia di creare una lista d’attesa delle urgenze, che sarebbe una contraddizione in termini. Noi facciamo visite quotidiane, lavoriamo per evitare l’intasamento dei pronto soccorso e poi ci sono pazienti che attendono una visita specialistica senza ottenere risposta, anche se affetti da gravi patologie, perché gli ambulatori specializzati sono fermi».

Una situazione insostenibile, da superare: «Chiediamo un incontro con i responsabili dell’Ats e del servizio di igiene pubblica (Sisp) per stilare un piano di programmazione delle visite – continua Desole –. Non è pensabile interrompere l’assistenza ai pazienti». Per ripartire evitando che le attese di mesi diventino di anni, serve anche un protocollo di sicurezza: «Test sierologici, tamponi e tutto quello che è necessario per evitare che esami fondamentale per la salute del paziente possano restare fermi».

I medici di base hanno anche altri problemi, ad esempio l’attivazione delle unità speciali di continuità assistenziale (Usca) che gestiscono i pazienti che sono entrati in contatto con il Covid-19: «Un disastro – conferma Desole –. Il meccanismo è farraginoso e porta via tanto tempo. Sarebbe necessario snellirlo affinché la sua efficienza possa migliorare». Il “giro” di mail da inviare e di documenti da compilare potrebbe essere ristretto, la tecnologia lo permette, e il tempo passato ad inviare mail (con allegati di versi da compilare per Usca e Sisp) potrebbe essere utilizzato in maniera più proficua.

Ma non sembra l’unico spreco di tempo e risorse maturato all’ombra dell’emergenza sanitaria: «Per le scuole siamo in alto mare, perlomeno in provincia di Sassari – continua Desole –. Avevamo un accordo con Ats e Sisp per esaminare il personale Ata ma è saltato tutto. Noi eravamo pronti, anche se non c’erano certezza sulla disponibilità dei dispositivi di protezione, il che è grave. Il rischio è che lo screening in provincia di Sassari inizi quando sarà completato nel resto d’Italia, con quello che comporterebbe questo ritardo per l’apertura delle scuole. E poi ci sono i nostri ambulatori, che dovrebbero restare chiusi per giorni lasciando migliaia di pazienti senza un punto di riferimento. Sappiamo che la curia e il sindaco si sono fatti avanti per proporre risposte, attendiamo». (c.z.)
 

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