Si parte a organici ridotti meno studenti e pochi prof
di Silvia Sanna
Cinquemila iscritti in meno e 2500 cattedre vacanti da affidare ai precari
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Sarà una partenza scaglionata: in linea, anche se non volutamente, con le regole imposte dal Covid. Oggi è la data ufficiale della riapertura per i 2100 istituti scolastici regionali, ma per quelli che hanno ospitato i seggi elettorali slitterà di almeno un giorno. E in alcune realtà – il caso più eclatante è quello di Olbia – la ripartenza post lockdown è rimandata alla prossima settimana. Il motivo: casi di positività tra docenti e scolari, emersi durante l’imponente attività di screening portata avanti dalle amministrazioni comunali. A proposito di test sierologici, nonostante il grande impegno, anche finanziario, da parte degli amministratori, è molto bassa la percentuale di insegnanti che hanno eseguito l’esame: sono stati tanti i medici di base che non hanno ritirato i kit nelle sedi della Assl. Una attività di screening insufficiente che preoccupa non poco. Ma non è l’unico problema che affligge la scuola dell’isola: all’appello mancheranno all’appello molti docenti, la speranza è che in settimana siano nominati i sostituti. Una morìa di prof che si associa a quella degli studenti: il dato rilevante che tutta la situazione Covid ha fatto passare in secondo piano è il calo delle iscrizioni, con quasi 5mila studenti in meno ai nastri di partenza rispetto a un anno fa.
Iscrizioni flop. Gli iscritti sono complessivamente 195.194 a fronte degli oltre 199mila di 12 mesi fa. Una emorragia attesa, considerato il calo cronico delle nascite e l’indice di natalità più basso d’Italia. Ma sicuramente il crollo delle iscrizioni supera le peggiori previsioni. Resta da capire se e quanto la paura del Covid ha influito sulle scelte da parte delle famiglie (per esempio alla scuola dell’infanzia) e tra i ragazzi più grandi.
Pochi prof. Novecento ruoli scoperti, cattedre del sostegno da assegnare, precari in attesa di una chiamata. Secondo il direttore dell’ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani, all’appello mancheranno tra i 2mila e i 2500 docenti. La speranza è coprire i buchi entro i prossimi giorni, con l’affidamento degli incarichi ai precari. A molti dei quali andranno i posti nel sostegno: i docenti abilitati sono 2795, quelli necessari sono 6100. Dunque i precari saranno circa 3300. Un’emergenza che riguarda tutte le province e una richiesta più forte dalle scuole medie.
Ingressi scaglionati e trasporti. Diverse scuole per evitare assembramenti hanno stabilito orari di ingresso e di uscita differenziati: per esempio al liceo Azuni di Sassari le prime classi entreranno oggi ogni 15 minuti. Il problema sarà fare coincidere gli orari con quelli dei pulman dal momento che è alta la percentuale di studenti pendolari ma il numero di corse e mezzi non è stato potenziato, come ha confermato l’Arst in una lettera inviata qualche giorno fa ai sindaci. L’azienda trasporti si dice pronta a intervenire per potenziare dove necessario, nel frattempo chiede ai primi cittadini di attivarsi per vigilare alle fermate così da evitare pericolosi assembramenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscrizioni flop. Gli iscritti sono complessivamente 195.194 a fronte degli oltre 199mila di 12 mesi fa. Una emorragia attesa, considerato il calo cronico delle nascite e l’indice di natalità più basso d’Italia. Ma sicuramente il crollo delle iscrizioni supera le peggiori previsioni. Resta da capire se e quanto la paura del Covid ha influito sulle scelte da parte delle famiglie (per esempio alla scuola dell’infanzia) e tra i ragazzi più grandi.
Pochi prof. Novecento ruoli scoperti, cattedre del sostegno da assegnare, precari in attesa di una chiamata. Secondo il direttore dell’ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani, all’appello mancheranno tra i 2mila e i 2500 docenti. La speranza è coprire i buchi entro i prossimi giorni, con l’affidamento degli incarichi ai precari. A molti dei quali andranno i posti nel sostegno: i docenti abilitati sono 2795, quelli necessari sono 6100. Dunque i precari saranno circa 3300. Un’emergenza che riguarda tutte le province e una richiesta più forte dalle scuole medie.
Ingressi scaglionati e trasporti. Diverse scuole per evitare assembramenti hanno stabilito orari di ingresso e di uscita differenziati: per esempio al liceo Azuni di Sassari le prime classi entreranno oggi ogni 15 minuti. Il problema sarà fare coincidere gli orari con quelli dei pulman dal momento che è alta la percentuale di studenti pendolari ma il numero di corse e mezzi non è stato potenziato, come ha confermato l’Arst in una lettera inviata qualche giorno fa ai sindaci. L’azienda trasporti si dice pronta a intervenire per potenziare dove necessario, nel frattempo chiede ai primi cittadini di attivarsi per vigilare alle fermate così da evitare pericolosi assembramenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
