Copia la sim del telefono e accede all’home banking
di Luciano Onnis
Cagliari, si impossessa delle coordinate bancarie e prosciuga il conto Il trasferimento di 15mila euro bloccato dalla Polizia postale, 40enne denunciato
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CAGLIARI . Ha creduto che la scheda sim del suo smartphone si fosse smagnetizzata e che per questo non funzionasse più. Allora si è rivolto al proprio gestore telefonico e ha scoperto che qualcun altro, in possesso del suo numero e spacciandosi per lui, aveva chiesto l’annullamento della sim attiva e di averne una sostitutiva. Tanto è bastato al truffatore per accedere al conto corrente bancario della vittima e prosciugare l'intero deposito di 15mila euro.
Le indagini. La sezione “Financial Cybercrime” della Polizia postale di Cagliari, diretta dal vice questore aggiunto Francesco Greco, ha individuato e denunciato il presunto truffatore, un 40enne di Torre del Greco che si è reso responsabile del reato di frode informatica attraverso il noto schema del “sim-swap”. Tutto è partito dalla denuncia alla Polizia Postale di Cagliari da parte del titolare 58enne di una società che nel capoluogo commercia all’ingrosso confezioni regali, souvenirs e gadget. Uno dei suoi due conti correnti online era stato oggetto di un accesso informatico abusivo che aveva generato un bonifico fraudolento verso un conto corrente apparentemente sconosciuto. Ai poliziotti ha raccontato l'antefatto, quando si è accorto che la scheda sim del suo telefono cellulare aveva smesso di funzionare. Contattato immediatamente il servizio clienti del proprio gestore telefonico, ha potuto appurare che, solo pochi minuti prima, qualcuno si era spacciato per lui e aveva chiesto l’emissione di una nuova scheda ipotizzando che la precedente si fosse smagnetizzata. Ottenuta illecitamente la sim sostitutiva, il truffatore ha così potuto effettuare l'accesso abusivo al conto corrente della vittima per poi “succhiare” i 15mila euro depositati. Con un meticoloso e paziente lavoro investigativo informatico, gli uomini della Polizia Postale di Cagliari, avvalendosi del Servizio centrale di Roma, sono riusciti a individuare il truffatore e denunciarlo, recuperando anche il denaro trafugato.
Il sistema. «Lo schema del sim-swap – spiega il vice questore Greco – funziona, infatti, in questo modo: i criminali agiscono inizialmente sottraendo le credenziali di accesso ai sistemi di home banking, attraverso attività di phishing o mediante l’acquisto illecito di tali credenziali sui mercati neri del dark web. Una volta penetrato il sistema home banking della vittima, agli autori del reato non rimane che entrare in possesso dell’ulteriore codice dispositivo, la cosiddetta Otp/One Time Password per poter effettuare bonifici in frode, codice che viene generato automaticamente e in via temporanea dal sistema informatico della banca e che viene poi inviato al correntista proprio sul numero di telefono cellulare associato al conto corrente bancario». Fortunatamente stavolta la vittima, accortasi tempestivamente dell’anomalia, ha agito con rapidità e denunciato tutto alla Polizia Postale, che è riuscita sin da subito a bloccare il conto bancario ove era ancora giacente la somma trafugata prima che questa fosse incassata dal truffatore. Il gip del tribunale di Cagliari ne ha poi disposto il sequestro. «La tempestività nel segnalare gli illeciti – conclude Francesco Graco – rappresenta un elemento decisivo per il buon esito delle attività di contrasto nel campo dei reati informatici». L’attività investigativa ancora in corso è diretta alla ricerca di eventuali complici del truffatore.
Le indagini. La sezione “Financial Cybercrime” della Polizia postale di Cagliari, diretta dal vice questore aggiunto Francesco Greco, ha individuato e denunciato il presunto truffatore, un 40enne di Torre del Greco che si è reso responsabile del reato di frode informatica attraverso il noto schema del “sim-swap”. Tutto è partito dalla denuncia alla Polizia Postale di Cagliari da parte del titolare 58enne di una società che nel capoluogo commercia all’ingrosso confezioni regali, souvenirs e gadget. Uno dei suoi due conti correnti online era stato oggetto di un accesso informatico abusivo che aveva generato un bonifico fraudolento verso un conto corrente apparentemente sconosciuto. Ai poliziotti ha raccontato l'antefatto, quando si è accorto che la scheda sim del suo telefono cellulare aveva smesso di funzionare. Contattato immediatamente il servizio clienti del proprio gestore telefonico, ha potuto appurare che, solo pochi minuti prima, qualcuno si era spacciato per lui e aveva chiesto l’emissione di una nuova scheda ipotizzando che la precedente si fosse smagnetizzata. Ottenuta illecitamente la sim sostitutiva, il truffatore ha così potuto effettuare l'accesso abusivo al conto corrente della vittima per poi “succhiare” i 15mila euro depositati. Con un meticoloso e paziente lavoro investigativo informatico, gli uomini della Polizia Postale di Cagliari, avvalendosi del Servizio centrale di Roma, sono riusciti a individuare il truffatore e denunciarlo, recuperando anche il denaro trafugato.
Il sistema. «Lo schema del sim-swap – spiega il vice questore Greco – funziona, infatti, in questo modo: i criminali agiscono inizialmente sottraendo le credenziali di accesso ai sistemi di home banking, attraverso attività di phishing o mediante l’acquisto illecito di tali credenziali sui mercati neri del dark web. Una volta penetrato il sistema home banking della vittima, agli autori del reato non rimane che entrare in possesso dell’ulteriore codice dispositivo, la cosiddetta Otp/One Time Password per poter effettuare bonifici in frode, codice che viene generato automaticamente e in via temporanea dal sistema informatico della banca e che viene poi inviato al correntista proprio sul numero di telefono cellulare associato al conto corrente bancario». Fortunatamente stavolta la vittima, accortasi tempestivamente dell’anomalia, ha agito con rapidità e denunciato tutto alla Polizia Postale, che è riuscita sin da subito a bloccare il conto bancario ove era ancora giacente la somma trafugata prima che questa fosse incassata dal truffatore. Il gip del tribunale di Cagliari ne ha poi disposto il sequestro. «La tempestività nel segnalare gli illeciti – conclude Francesco Graco – rappresenta un elemento decisivo per il buon esito delle attività di contrasto nel campo dei reati informatici». L’attività investigativa ancora in corso è diretta alla ricerca di eventuali complici del truffatore.
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