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Tante critiche per lo show della Lega

Tante critiche per lo show della Lega

Anche l’assessore Balata di Forza Italia contesta la delegazione guidata da Zoffili

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OLBIA. Fuoco amico. A puntare il cannone più grosso contro il deputato leghista Eugenio Zoffili, protagonista di uno show in diretta Facebook per impedire lo sbarco dei migranti al porto Cocciani, è l’assessore della giunta olbiese guidata dal sindaco Nizzi, Marco Balata. Nessun timore per le conseguenze di pestare i piedi al futuro alleato di coalizione alle Comunali 2021. «Un teatrino a favore di camera per attirare facili consensi o distrarre l’attenzione per qualche click – scrive Balata in un post che genera mal di pancia in maggioranza –. L’onorevole Zoffili non ha fatto niente di onorevole per me. Bisogna mettere per un attimo da parte la politica, il mal governo e l’eurocentrismo che spesso ci penalizza. Sono sempre stato critico con le politiche migratorie senza logica, ma non si doveva scegliere se lasciare 150 esseri umani in mezzo alla tempesta o accoglierli. Si doveva mettere senza indugio una passerella e portare al sicuro delle vite umane». Duro anche l’intervento del Pd contro la giunta Solinas. «Al dramma dei migranti la giunta risponde con la farsa dei proconsoli, mettendo in scena la sua conclamata assenza e venendo meno, così, al dovere sacrosanto e universale dell’accoglienza, al quale altri, con afflato umanitario, stanno assolvendo in queste ore. Prona a volontà di partito, per nulla interessata a svolgere il proprio ruolo istituzionale, la giunta piuttosto che dialogare con la prefettura e con gli organi di governo, con evidenti omissioni abdica al proprio ruolo delegandolo agli urlatori da banchina e ai falsi difensori di falsi fideismi identitari».

Al vetriolo l’intervento del deputato del M5s, Nardo Marino. «La Lega ha spedito il fedelissimo salviniano delegato alle cose sarde a Olbia. Non certo per i molteplici problemi che la mia città, amministrata dalla sua stessa parte politica patisce, ma solo per fare legna sull’unico problema su cui il suo partito ha proliferato e su cui ha basato la sua stessa identità politica: i migranti. Nessuno dei sardoleghisti inviati in terra sarda per fare legna elettorale può pensare che i sardi abbiano l’anello al naso. Solo 25 migranti resteranno in Italia». (se.lu.)

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