Riforma choc per le casse della Chiesa
Si va verso la creazione di un unico ente. Arrivano gli ispettori di Moneyval
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SASSARI. Dottrina e fede hanno poco a che fare con le manovre in corso in questi giorni in Vaticano. Si parla di soldi (tanti) e soprattutto della riforma del sistema delle finanze del Vaticano. A questa riforma il Papa è intenzionato a imprimere una robusta accelerata, nel nome della razionalizzazione, ma soprattutto di trasparenza. L’ipotesi è quella di accentrare gli investimenti in un unico ente, l’Apsa. una sorta di “banca centrale” del Vaticano che sottrarrebbe alla Segreteria di Stato e ai vari dicasteri la gestione dei fondi. Una scelta che sarebbe stata proposta al Papa dal Prefetto dell'Economia, il gesuita Antonio Guerrero Alves. Si intensifica, allo stesso tempo. l'attività investigativa e non è escluso che anche Angelo Becciu possa essere chiamato a deporre sulla vicenda dell'investimento immobiliare londinese, ma anche sui trasferimenti di denaro alla diocesi di Ozieri e altre operazioni che, secondo alcune accuse, avrebbero avvantaggiato anche i tre fratelli. Il cardinale si dice «pronto» a presentarsi davanti ai magistrati.
E così, tra riforme e inchieste, arrivano oggi in Vaticano gli ispettori di Moneyval, il comitato di esperti sulla valutazione delle misure antiriciclaggio e sul finanziamento del terrorismo del Consiglio d'Europa. A rischio la classificazione delle finanze vaticane nella tranquillizzante “white list”.
Preannunciato per oggi ancher l’arrivo a Roma del cardinale australiano George Pell, l’ex “ministro” dell’Economia, uscito dal carcere dopo essere stato scagionato dalle accuse di pedofilia. È la prima volta che Pell torna a Roma dal 2017, quando lasciò il suo incarico di Prefetto per l'economia per difendersi dai processi in Australia. In questi giorni aveva già fatto sentire la sua voce per ringraziare il Papa per aver allontanato il cardinale Becciu con il quale ha sempre avuto contrasti. Il motivo della sua visita a Roma non è stato reso noto.
Intanto in Vaticano c'è una corsa contro il tempo per arrivare, prima di domenica, a fornire nuovi dati sull'Obolo di San Pietro, i cui numeri restano fermi al 2016 (78 milioni di dollari). Prima di domenica perché si terrà il 4 ottobre la colletta dell'anno in tutte le chiese del mondo destinata alla Carità del Papa.
Sul fronte invece della magistratura vaticana, ieri il Papa ha rafforzato la squadra del Tribunale presieduto da Giuseppe Pignatone, con la nomina di un Promotore di Giustizia “applicato”: il nuovo pm è Gianluca Perone, esperto di diritto commerciale.
E così, tra riforme e inchieste, arrivano oggi in Vaticano gli ispettori di Moneyval, il comitato di esperti sulla valutazione delle misure antiriciclaggio e sul finanziamento del terrorismo del Consiglio d'Europa. A rischio la classificazione delle finanze vaticane nella tranquillizzante “white list”.
Preannunciato per oggi ancher l’arrivo a Roma del cardinale australiano George Pell, l’ex “ministro” dell’Economia, uscito dal carcere dopo essere stato scagionato dalle accuse di pedofilia. È la prima volta che Pell torna a Roma dal 2017, quando lasciò il suo incarico di Prefetto per l'economia per difendersi dai processi in Australia. In questi giorni aveva già fatto sentire la sua voce per ringraziare il Papa per aver allontanato il cardinale Becciu con il quale ha sempre avuto contrasti. Il motivo della sua visita a Roma non è stato reso noto.
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