Minacce a Bertolotti «Ho paura ma non mollo»
di Silvia Sanna
Il presidente di Confcommercio Sud Sardegna ha ricevuto due lettere «Vogliono colpire le mie attività. Non so perché, non ho mai avuto problemi»
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SASSARI. Quando è in sella alla sua amata bici e alle spalle sente arrivare un’auto, confida di provare un brivido insolito. Prima di infilare la chiave e aprire la porta del ristorante guarda dietro per essere certo di non essere stato inseguito, quando è dentro passa il locale ai raggi X. Alberto Bertolotti racconta come è cambiata la sua vita dal 2 settembre, come il peso delle minacce interferisce sul suo stato d’animo e su una routine quotidiana che prima di allora non conosceva la parola paura. L’imprenditore turistico, presidente di Confcommercio per il Sud Sardegna e vice presidente nazionale dei balneari, ha ricevuto due lettere cariche di minacce. La prima il 2 settembre, la seconda martedì pomeriggio: un anonimo dice che le sue attività a Chia non sono gradite e consiglia di cambiare zona.
Bertolotti, seguirà il consiglio?
«Non ci penso neanche per sogno. Lavoro in questo territorio da 22 anni, non ho mai avuto problemi. Per la prima volta ricevo minacce da un pazzo che evidentemente prova fastidio nei miei confronti, evidentemente la mia vita lo disturba».
Minacce pesanti e ribadite in due diverse lettere.
«È vero, purtroppo dopo la prima lettera, l’anonimo è tornato con un nuovo messaggio intimidatorio».
Come ha reagito alla prima lettera?
«Sono rimasto di stucco. E mi è dispiaciuto vedere i miei dipendenti spaventati. Le foto raffiguravano un ristorante, una barca e uno stabilimento balneare che andavano a fuoco: si tratta esattamente delle mie tre attività d’impresa. Ho avvisato immediatamente le forze dell’ordine. Polizia e carabinieri stanno indagando senza sosta, li ringrazio per il loro lavoro prezioso e per il loro sostegno».
Poi due giorni fa il secondo messaggio in cui minacciano un primo “avvertimento notturno”. Chi può volerle male?
«Non ho idea. Conduco una vita pacifica, detesto i contrasti. Non ho scheletri nell’armadio».
Ha conti in sospeso con dipendenti o fornitori?
«Al contrario, quest’anno ho ampliato l’attività aprendo il ristorante e potenziando il servizio di noleggio barca. Ho assunto più persone e pagato tutti sino all’ultimo centesimo. E non ho concorrenti, perché il format che propongo è diverso dagli altri».
Dopo le minacce la sua vita è cambiata?
«No, continuo a lavorare più di prima e a seguire le mie attività. Ma è chiaro che certe cose ti segnano. La mia tranquillità è stata turbata, ora mi guardo alle spalle, soprattutto quando vado in bicicletta sto molto attento. Ho il timore di essere aggredito. Dietro quelle lettere di minacce c’è una persona disturbata, spero che lo prendano subito. E che si faccia curare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Bertolotti, seguirà il consiglio?
«Non ci penso neanche per sogno. Lavoro in questo territorio da 22 anni, non ho mai avuto problemi. Per la prima volta ricevo minacce da un pazzo che evidentemente prova fastidio nei miei confronti, evidentemente la mia vita lo disturba».
Minacce pesanti e ribadite in due diverse lettere.
«È vero, purtroppo dopo la prima lettera, l’anonimo è tornato con un nuovo messaggio intimidatorio».
Come ha reagito alla prima lettera?
«Sono rimasto di stucco. E mi è dispiaciuto vedere i miei dipendenti spaventati. Le foto raffiguravano un ristorante, una barca e uno stabilimento balneare che andavano a fuoco: si tratta esattamente delle mie tre attività d’impresa. Ho avvisato immediatamente le forze dell’ordine. Polizia e carabinieri stanno indagando senza sosta, li ringrazio per il loro lavoro prezioso e per il loro sostegno».
Poi due giorni fa il secondo messaggio in cui minacciano un primo “avvertimento notturno”. Chi può volerle male?
«Non ho idea. Conduco una vita pacifica, detesto i contrasti. Non ho scheletri nell’armadio».
Ha conti in sospeso con dipendenti o fornitori?
«Al contrario, quest’anno ho ampliato l’attività aprendo il ristorante e potenziando il servizio di noleggio barca. Ho assunto più persone e pagato tutti sino all’ultimo centesimo. E non ho concorrenti, perché il format che propongo è diverso dagli altri».
Dopo le minacce la sua vita è cambiata?
«No, continuo a lavorare più di prima e a seguire le mie attività. Ma è chiaro che certe cose ti segnano. La mia tranquillità è stata turbata, ora mi guardo alle spalle, soprattutto quando vado in bicicletta sto molto attento. Ho il timore di essere aggredito. Dietro quelle lettere di minacce c’è una persona disturbata, spero che lo prendano subito. E che si faccia curare».
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