Bilancio, una continua corsa a tappare i buchi
Nuovo aggiustamento in consiglio regionale. E si profila l’ipotesi di un altro contenzioso con lo Stato
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CAGLIARI. La Giunta continua a correggere in corsa la sua vecchia Finanziaria: le spese sono aumentate. L’ultimo aggiustamento è stato di 165mila euro e altri ci saranno prima della fine dell’anno. Di contro, sul fronte romano, è riapparso l’incubo di una ripresa del contenzioso col Governo, stavolta sarebbe intorno ai 300 milioni moltiplicati per tre anni, sulla partita degli accantonamenti. La disputa era stata chiusa, nel 2019, con il patto che avrebbe dovuto dimezzare il contributo della Sardegna all’abbattimento del dibattito pubblico nazionale e invece qualche strascico costituzionale pare ci sia ancora.
Bilancio. Anche a causa della pandemia la vecchia Finanziaria, approvata in fretta e furia alla viglia del lockdown, di fatto è saltata con il passare dei mesi. Ormai i conti sono stati corretti centinaia di volte per evitare pericolosi buchi in bilancio. Anche se, nel dibattito sull’ultimo mini aggiustamento, Massimo Zedda dei Progressisti ha contestato alla Giunta di ricorrere troppo spesso alle consulenze legali quando deve difendersi di fronte al Tribunale amministrativo o al Consiglio di Stato. «È diventata purtroppo una consuetudine – ha detto – ma le parcelle degli avvocati esterni, soprattutto se quell’intervento non è indispensabile, dovrebbero essere pagate di tasca dal governatore o dagli assessori, non con i soldi pubblici». La replica dell’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, è stata questa: «Mai c’è stato un abuso. Finora tutti gli incarichi sono stati affidati solo per difedere al meglio le ragioni della Regione».
Accantonamenti. A sorpresa il Governo ha deciso di insistere nel ricorso, davanti alla Corte costituzionale, sul contributo annuale della Sardegna per far fronte al debito nazionale. Palazzo Chigi ha rimesso in ballo oltre 900 milioni nonostante l’accordo tombale di novembre su arretrati, indennizzi e pagamenti futuri fra la Regione e il ministro Francesco Boccia . La presa di posizione romana ha messo in allarme la Giunta, che considerava chiuso quel contenzioso e anzi si dice in attesa di diversi milioni promessi. Cosa può essere accaduto? «Non lo sappiamo ancora», è la risposta trapelata dall’assessorato al bilancio. A provocare il giallo potrebbe essere stata un’incomprensione sui tempi di ritiro dei ricorsi presentati a suo tempo dal Governo contro la Regione e dalla Regione contro il Governo. «Al ministro – fanno sapere sempre fonti regionali – abbiamo sollecitato un chiarimento urgente. L’importante è che Roma non pretenda di avere altri milioni, non è proprio questo il momento».
Bilancio. Anche a causa della pandemia la vecchia Finanziaria, approvata in fretta e furia alla viglia del lockdown, di fatto è saltata con il passare dei mesi. Ormai i conti sono stati corretti centinaia di volte per evitare pericolosi buchi in bilancio. Anche se, nel dibattito sull’ultimo mini aggiustamento, Massimo Zedda dei Progressisti ha contestato alla Giunta di ricorrere troppo spesso alle consulenze legali quando deve difendersi di fronte al Tribunale amministrativo o al Consiglio di Stato. «È diventata purtroppo una consuetudine – ha detto – ma le parcelle degli avvocati esterni, soprattutto se quell’intervento non è indispensabile, dovrebbero essere pagate di tasca dal governatore o dagli assessori, non con i soldi pubblici». La replica dell’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, è stata questa: «Mai c’è stato un abuso. Finora tutti gli incarichi sono stati affidati solo per difedere al meglio le ragioni della Regione».
Accantonamenti. A sorpresa il Governo ha deciso di insistere nel ricorso, davanti alla Corte costituzionale, sul contributo annuale della Sardegna per far fronte al debito nazionale. Palazzo Chigi ha rimesso in ballo oltre 900 milioni nonostante l’accordo tombale di novembre su arretrati, indennizzi e pagamenti futuri fra la Regione e il ministro Francesco Boccia . La presa di posizione romana ha messo in allarme la Giunta, che considerava chiuso quel contenzioso e anzi si dice in attesa di diversi milioni promessi. Cosa può essere accaduto? «Non lo sappiamo ancora», è la risposta trapelata dall’assessorato al bilancio. A provocare il giallo potrebbe essere stata un’incomprensione sui tempi di ritiro dei ricorsi presentati a suo tempo dal Governo contro la Regione e dalla Regione contro il Governo. «Al ministro – fanno sapere sempre fonti regionali – abbiamo sollecitato un chiarimento urgente. L’importante è che Roma non pretenda di avere altri milioni, non è proprio questo il momento».
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