Becciu scrive al Papa per scusarsi dei toni usati con la stampa
Con i giornalisti il cardinale aveva avanzato un sospetto: «Mi auguro che il Papa non sia stato manipolato»
SASSARI . È un’altra indiscrezione, un’altra puntata della vicenda che coinvolge il cardinale Angelo Becciu e il suo rapporto con il Papa e con la Santa Sede. Questa volta il prelato di Pattada avrebbe scritto al Pontefice con l’intenzione di chiedere scusa per i toni utilizzati durante la conferenza stampa del 25 settembre, che aveva seguito di poche ore le dimissioni dal ruolo di prefetto emerito della Congregazione delle cause dei santi accolte da Francesco durante un’udienza definita “choc”.
Le scuse al Papa. È sempre l’Espresso a rivelare quello che potrebbe sembrare un cambio di strategia da parte del cardinale, che avrebbe scritto a Papa Francesco con l’intento di scusarsi per “toni, modalità di comunicazione e interazione con la stampa. In particolare, per quella frase piuttosto infelice con la quale l’ex cardinale auspicava che il Pontefice non fosse manipolato da nessuno”. Becciu, quindi, avrebbe rigettato l’ipotesi del complotto con cui si era difeso dopo lo scontro con il Papa e sarebbe tornato sui suoi passi in un momento particolare. Secondo quanto riportato dal giornalista Massimiliano Coccia, dopo il pentimento di monsignor Alberto Perlasca, stretto collaboratore di Becciu, il prelato sardo si sarebbe sentito solo proprio nei giorni in cui dovrebbero essere formalizzate le accuse a suo carico. E, ricorda sempre l’Espresso, nonostante la disponibilità comunicata nel corso della conferenza stampa, Becciu non si sarebbe ancora presentato davanti ai promotori di giustizia del Vaticano per chiarire la sua posizione in merito all’acquisto del costoso immobile situato in Sloane Avenue, in un quartiere residenziale di Londra, da cui pare sia partito lo scandalo che ha raggiunto e travolto il prelato di Pattada. Un’operazione immobiliare che sarebbe stata solo l’ultimo tassello di un mosaico di operazioni spregiudicate e discutibili che l’inchiesta giornalistica addebita proprio al cardinale Angelo Becciu. Tra le carte pubblicate sabato scorso, infatti, ci sarebbero le tracce dei capitali sottratti dal cardinale dai fondi del Vaticano, tra cui quelli prodotto dalle donazione dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica e dall’Obolo di San Pietro, e poi trasferiti su conti riconducibili a due dei fratelli del prelato. Becciu si è sempre dichiarato innocente, proprio come aveva fatto durante la conferenza stampa in cui aveva indirizzato alcune frasi anche a Papa Francesco. Parole di cui ora il cardinale sembrerebbe essersi pentito. (c.z.
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