Pioggia di milioni per cambiare il volto alle periferie cittadine
Varato un decreto interministeriale da 853 milioni di euro. Aperto a Regione, capoluoghi di provincia, Olbia e Quartu
SASSARI. Attende solo di essere inserito in Gazzetta ufficiale, ma il decreto interministeriale sulla rigenerazione urbana e delle periferie da 853 milioni suscita già l’attenzione degli enti locali cui è diretto, mette in campo tante risorse e promette di attirarne molte altre, con un criterio imprescindibile: i progetti devono puntare al consumo zero del suolo, già sufficientemente oltraggiato nel corso degli ultimi decenni, con danni irrimediabili. Basti dire che, secondo il rapporto Ispra in Italia si cementificano due metri quadrati al secondo, 57 milioni nel 2019 con alcune regioni più virtuose come la Valle d’Aosta e altre che continuano a devastare il loro territorio. E Cagliari è al secondo posto dietro Roma tra i Comuni meno attenti a queste tematiche (+58 ettari nel 2019).
Facendo riferimento alla Legge di bilancio 2020, il documento firmato dalla ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli e controfirmato dai ministri Roberto Gualtieri (Economia) e Dario Franceschini (Beni culturali) stanzia i primi 853 milioni di euro destinati a un bando rivolto a Regioni, città metropolitane e loro comuni capoluogo, Comuni con oltre 60mila abitanti e capoluoghi di provincia. Ognuno potrà presentare sino a tre progetti entro 120 giorni dalla pubblicazione. Per quanto riguarda la Sardegna, oltre alla Regione, sono quindi interessati la città metropolitana di Cagliari, i 4 capoluoghi di provincia, più Quartu e Olbia (unici centri che superano il numero abitanti indicato).
Il criterio base sembra essere quello del “bilancio zero nel consumo di nuovo suolo”, ma nella selezione dei progetti verrà data la priorità a quelli che capaci di attirare nuovi investimenti pubblici o privati. Il decreto prevede che i progetti dovranno riguardare le aree periferiche oppure anche quelle che non lo sono, ma che sono comunque «espressione di disagio abitativo e socioeconomico e non sono dotate di un adeguato equipaggiamento urbano locale».
Il sindaco di Oristano Andrea Lutzu, in attesa di vedere nei particolari il provvedimento, ricorda che la città di Eleonora ha già avuto un finanziamento per il piano delle periferie “Oristano est”: «Ovvio – commenta – che parteciperemo, anche per migliorare ciò che stiamo già facendo, ad esempio nell’infrastrutturazione delle borgate. Mi meraviglia però che il governo faccia un nuovo bando e non consenta agli enti locali che hanno partecipato al primo l’utilizzo dei ribassi. Abbiamo decine di milioni di opere pubbliche con bandi già fatti».
Attenzione però a non confondere riqualificazione e rigenerazione, che è molto di più che una semplice miglioria urbanistica, ma prevede un progetto articolato con il coinvolgimento degli attori sociali e grande attenzione per sostenibilità, occupazione e rilancio sotto tutti i profili di un’area cittadina. Insomma le idee che dovranno scaturire dovranno necessariamente avere una certa capacità di programmare e l’ambizione di cambiare in maniera sostanziale il volto delle città in una nazione che deve trasformare in opportunità la necessità di “bellezza” insita nella loro vocazione turistica.
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