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La Cgil: «Vaccini influenzali agli autisti dei bus»

La Cgil: «Vaccini influenzali agli autisti dei bus»

Per il segretario Filt Boeddu il personale di pullman e treni va inserito tra le categorie a rischio

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SASSARI. Autisti e personale di autobus e treni andrebbero inseriti tra le “categorie a rischio con mansioni di pubblica utilità” e questo, dovrebbe dare la possibilità a tale personale una priorità nella vaccinazione gratuita antinfluenzale, mettendoli subito dopo gli anziani e le persone con gravi patologie. È quanto propone la Filt Cgil alla Giunta regionale come misura «per evitare che all’emergenza sanitaria si sovrappongano anche i mali dell’influenza stagionale».

Il segretario generale sardo della sigla sindacale, Arnaldo Boeddu, avendo constatato che la curva dei contagi da Covid-19 non accennano a fermarsi, avanza una proposta che interessa i lavoratori di uno dei settori di competenza regionale, il trasporto collettivo sia ferroviario sia su autobus. Boeddu ricorda che proprio la categoria degli autisti di autobus i conduttori di treni, ma più in generale tutto il personale viaggiante, lavora «a stretto contatto con una pluralità di utenti in ambienti ristretti» e ritiene quindi che alla pari di altre figure professionali di altri settori debba essere considerato tra le categorie a rischio.

Dando la priorità nelle vaccinazioni, secondo il leader sindacale si ridurrebbero al minimo possibili disagi e disservizi al trasporto pubblico locale; basterebbe infatti una semplice influenza accusata da un membro del personale viaggiante per fermare il servizio. E fa riferimento a un caso verificatosi nei giorni scorsi, quando «una semplice segnalazione che ha riguardato un passeggero con sintomi influenzali, è stata sufficiente per far scattare il piano anti-Covid con la messa fuori servizio di un numero non trascurabile di figure professionali che avrebbero dovuto consentire a centinaia di ragazzi di andare a scuola».

Il segretario regionale Filt Cgil ritiene che se la Regione dovesse accogliere questa proposta, sarebbe più semplice semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra le due malattie, evitando così di mettere letteralmente in ginocchio il servizio di trasporto pubblico. Boeddu ricorda che «non ci sono costi aggiuntivi, il vaccino è gratuito ma si tratta di gestire le priorità.

«Spero per esempio – conclude Boeddu – che tutto il personale medico e paramedico non sia stato costretto a fare la fila per vaccinarsi contro l’influenza». (a.palm.)

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