Mucche dopate per produrre più latte

Indagine della Forestale: arrestato un 66enne di Osini e trenta denunciati. Medicine dalla Romania, rischi per l’uomo

SASSARI. Sono accusati di aver importato dalla Romania, a prezzi stracciati, medicinali a uso veterinario vietati in Italia o vendibili solo dietro prescrizione. Li avrebbero somministrati agli animali di decine di allevamenti sparsi un po’ in tutta l’isola, senza controllo veterinario su modalità e dosaggi, per riuscire a raddoppiare o a triplicare la produzione di latte, e ad aumentare, in alcuni casi, la produzione di carne.

I sospetti. Dopo mesi di indagini, il corpo forestale ha portato alla luce l’attività di un’organizzazione complessa e ramificata. Il pilastro di questa organizzazione, secondo la Procura della Repubblica di Cagliari, che attraverso il sostituto Andrea Vacca coordina le indagini, sarebbe Bruno Mura, un 66enne di Osini. Era lui, sardo trapiantato in Romania, in passato operaio dell’ente foreste, a fare da tramite tra i procacciatori dei medicinali in Romania e gli allevatori sardi. Le indagini, assegnate dal pm Vacca alla direzione generale del corpo forestale e in particolare al nucleo investigativo regionale guidato dal commissario capo Ugo Calledda, hanno coinvolto anche gli ispettorati forestali di Sassari, Nuoro, Lanusei, Oristano e Cagliari.

Il sistema. Il personale della forestale di quasi tutta la Sardegna è stato impiegato in accertamenti e verifiche che hanno portato alla denuncia di 24 allevatori, di alcuni cittadini romeni che procacciavano il medicinale e all’arresto di quello che è considerato il cervello dell’operazione.

Il sistema, secondo la magistratura, era questo: l’organizzazione importava illegalmente dalla Romania dei farmaci per animali che in Italia sono vietati o altri che possono essere venduti se prescritti, dosati e somministrati da un veterinario. Su alcuni di questi farmaci gli ideatori del sistema ottenevano un guadagno altissimo: un flacone che in Italia arriva a costare anche 4-500 euro poteva essere acquistato sul mercato romeno a 15-20 euro.

Epicentro a Fonni. I farmaci venivano poi distribuiti a decine di allevamenti, anche se gli inquirenti hanno individuato l’epicentro del sistema nel nuorese e in particolare a Fonni. I medicinali arrivavano alle aziende zootecniche nel Goceano, nel Campidano di Cagliari e in quello di Oristano, in Ogliastra. Praticamente dalla inchiesta sono rimaste fuori solo la zona di Tempio e l’Iglesiente. Alcuni di questi farmaci vengono prescritti anche dal sistema veterinario regionale, ma somministrati in modo controllato. Negli allevamenti finiti sotto osservazione da parte della magistratura, invece, agli animali venivano date dosi massicce che aumentavano la produttività. C’erano però dei pesanti effetti collaterali: gravi conseguenze per gli animali e, in alcuni casi, persino la loro morte.

Danni per gli uomini. Ma c’è di più: questo utilizzo massiccio avrebbe potuto avere conseguenze anche su chi consumava i prodotti lattiero caseari e la carne proveniente dagli animali trattati. Dopo una serie di verifiche e dopo due sequestri avvenuti nel ultimi due mesi, il pm Andrea Vacca ha fatto scattare l’operazione che ha coinvolto 200 donne e uomini del corpo forestale, impegnati sabato in perquisizioni e controlli che hanno portato, oltre che alla trentina di denunce e all’arresto, al sequestro di centinaia di confezioni di medicinali.



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