La Nuova Sardegna

Effetto Covid sulla sanità rinviate 1,2 milioni di visite

di Umberto Aime
Effetto Covid sulla sanità rinviate 1,2 milioni di visite

Il Tribunale del malato: liste d’attesa infinite, il Cup annulla gli appuntamenti

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CAGLIARI. Qual è stato l’effetto del coronavirus sulle sempre chilometriche liste d’attesa? Il sindacato dei pensionati l’ha calcolato: «Almeno cento giorni di rinvio in più». Il Tribunale del malato è stato ancora più preciso: «Se prima della pandemia l’appuntamento per una mammografia te lo fissavano a una distanza di almeno otto mesi, ora bisognerà attendere un anno». È uno scandalo, hanno rilanciato le associazioni dei consumatori dopo aver presentato diversi esposti nelle cancellerie di questa o quella procura della Repubblica. Con gli ospedali ancora molto lontani da un ritorno alla normalità, da giugno l’arretrato sarebbe cresciuto fino a 1,2 milioni di visite specialistiche rinviate a chissà quando. Fra quelle sospese, stando al gruppo Diritti e riforme, ci sarebbero anche le oncologiche e altre salvavita. Qualche settimana fa l’assessorato alla sanità ha annunciato un finanziamento straordinario di 20 milioni per abbattere le liste d’attesa, ma la Sardegna continua a essere in fondo alla classifica nazionale. Dopo la chiusura totale, sempre a causa della pandemia, il sistema sanitario pubblico non si è ripreso. Anzi, a leggere le ultime denunce, le visite ambulatoriali continuano a essere annullate dal Centro unico per le prenotazioni, il Cup. Con l’Università Cattolica che ha scoperto di recente anche quest’altro buco nero: la Sardegna non ha presentato al ministero della salute il piano straordinario per abbattere le liste d’attesa. Se non dovesse rimediare al più presto, potrebbe addirittura perdere la quota che l’è stata assegnata dei 350 milioni, fino al 2023, stanziati a febbraio dal governo Conte.

Le tabelle. L’ultima statistica sui tempi di attesa risale ad aprile 2019, la prossima sarà agli inizi di novembre. Gli esempi comunque non mancano: rispetto a uno standard di 30 giorni per una visita oculistica, fino all’anno scorso la media regionale era intorno ai 3 mesi, più gli altri 2 post pandemia, ora sarebbe intorno ai 5-6. Per una colonscopia dai 185 del 2019, l’appuntamento sarebbe slittato a oltre 250 giorni. Uno dei casi più eclatanti è quello per una mammografia: da 7-8 mesi a oltre un anno. Delle 43 visite specialistiche tenute sotto controllo dall’Osservatorio nazionale sulla salute, da tempo in Sardegna nessuna è all’interno del tempo massimo previsto dai protocolli ministeriali. Nessuna specializzazione risulta purtroppo esclusa da questo inferno, dalla cardiologia fino all’ortopedia.

La ripresa. Con le fondamenta già pericolanti, il sistema pubblico delle visite ambulatoriali è andato a picco nel lockdown, finendo in un vicolo cieco da cui non è ancora venuto fuori. All’arretrato si è aggiunto altro arretrato in tutte le Aziende sanitarie. A confermarlo sono questi numeri assoluti: in condizioni normali ospedali e ambulatori erogano 500mila visite specialistiche al mese, comprese quelle ripetute più volte su uno stesso paziente. È un tetto di per sé troppo basso, com’è evidente dalle ultime tabelle della Regione, altrimenti le liste non sarebbero interminabili come lo sono ormai da anni. Durante i mesi di chiusura totale, la sanità pubblica ha garantito non più del 10-15 per cento delle visite ed era inevitabile che fosse così nel rispetto dei protocolli adottati per evitare il diffondersi della pandemia nei reparti. Però dopo la fine del blocco, che comunque in molte strutture di fatto è ancora in vigore, non c’è stato l’atteso e veloce recupero. A giugno, secondo un ultimo censimento, finora gli ospedali sarebbero riusciti erogare solo il 25-30 per cento delle prestazioni prenotate. È proprio a causa di questa lentezza e senza nel frattempo interventi immediati su un sistema ereditato fragilissimo, come denunciano le associazioni dei pazienti, che oggi l’arretrato avrebbe superato la soglia del milione di visite congelate. «È la negazione assoluta del diritto alla salute», ha scritto giorni fa il Tribunale del malato

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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