La Nuova Sardegna

«Contro l’isolamento sì agli aiuti di Stato»

di Roberto Petretto
«Contro l’isolamento sì agli aiuti di Stato»

La vicepresidente Zedda alla Settimana europea delle Regioni

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Dalle isole arriva forte, nella terraferma, la voce di popoli che chiedono di non essere penalizzati da barriere strutturali e naturali. I problemi e gli svantaggi legati alla condizione di in insularità devono superati con leggi e fondi da parte dell’Europa. La richiesta è arrivata nella Settimana delle Regioni e delle Città 2020, organizzata dal Comitato delle regioni e dalla Commissione europea. La vicepresidente della Giunta regionale, Alessandra Zedda, ha rappresentato la Sardegna nella parte dell'evento dedicata alle soluzioni per le isole del Mediterraneo. «Ho sostituito il presidente Solinas, con il quale abbiamo una linea assolutamente comune», ha detto l’assessora Zedda. La proposta che arriva dalle regioni insulari ultraperiferiche e di cui la Sardegna è capofila, chiede che «ci sia una norma, un sostegno finanziario, una clausola di garanzia e un programma specifico per la sua attuazione».

La norma europea dovrebbe, secondo Alessandra Zedda, prevedere i principi di cittadinanza, mobilità, perifericità. Abbiamo un limite naturale, costituito dal mare - dice l’assessora - e un altro limite che è diventato insormontabile, quello strutturale. Ho ricordato che, dopo la caduta del muro di Berlino, quando la Germania chiese un riequilibrio per l’area del’ex Germania Est, sulla base dell’articolo 108 del trattato, non si applicarono condizioni dell’aiuto di Stato».

La Sardegna, insieme a Sicilia, Corsica, Malta, Gozo e Baleari, ha chiesto che «l’insularità preveda la rimozione di questi vincoli strutturali e naturali e che ci sia un finanziamento che garantisca il riequilibrio col resto dell’Europa».

La vicepresidente Zedda crede che questo possa essere un passaggio fondamentale per il futuro della Sardegna: «Servono azioni forti per chi è indietro. Il finanziamento deve servire per situazioni specifiche: i trasporti, la connettività digitale, le reti energetiche, la gestione delle risorse naturali».

Al di là dlele rivendicazioni da convegno, quali passi istituzionali sono necessari? «I passi istituzionali si stanno facendo ovunque - dice Alessandra Zedda -. Il presidente non perde occasione per ribadire questi concetti. Il presidente è anche nel comitato delle Regioni, io nell’assemblea delle Regioni. Chiediamo programmi speciali perché 500 milioni nel settennio dei fondi comunitari sono un’inezia. Lo Stato membro, l’Italia deve rivendicare con forza il riequilibrio dei propri territori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative