La Nuova Sardegna

Harrods suite, sogno da 35mila euro

di Serena Lullia
Harrods suite, sogno da 35mila euro

È il prezzo per una notte al Cala di Volpe nei 500 metri quadri extralusso 

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INVIATA A PORTO CERVO. Un sogno per pochi. Per chi può permettersi di spendere 35mila euro al giorno. La Harrods suite è la più costosa dell’hotel Cala di Volpe, ma anche la più richiesta. 500 metri quadrati di super lusso all’ultimo piano dell’albergo icona della Costa Smeralda, suddivisi su due livelli. Al piano terra diverse camere da letto, salottini, angoli bar e al piano superiore una maxi terrazza con piscina da cui si domina tutta la baia di Cala di Volpe. Anche l’influencer Chiara Ferragni ne è rimasta affascinata e la scorsa estate ha mostrato la bellezza e lo spettacolare panorama ai suoi 21 milioni di seguaci virtuali.

Il restyling della suite griffata Harrods è uno degli interventi più importanti voluti dalla proprietà qatarina per la sua perla dell’accoglienza gestita dal gruppo Marriott. La suite è stata rivisitata nelle linee e nell’arredamento con una cura attenta a ogni dettaglio, per soddisfare ogni capriccio dei facoltosi ospiti. Il risultato è pura bellezza.

Oltre alla Harrods suite quest’anno sono stati ultimati i lavori di restyling delle 70 stanze dell’albergo nato oltre 50 anni fa. A disegnare il cambiamento tra passato e futuro, tra tradizione e modernità così da riallineare l’hotel sul mercato dell’accoglienza di lusso, ci ha pensato la matita dell’architetto francese Bruno Moinard. Difficile il compito affidato all’archistar, chiamato a intervenire su una creatura architettonica come il Cala di Volpe che è un mito. Moinard insieme a Claire Betaille é riuscito a inserire con delicatezza nelle stanze quel tocco di modernità di cui avevano bisogno, rendendole uniche. Una iniziazione di collagene necessaria per continuare a rendere immortale il loro fascino. Alcune costanti accomunano le camere reinterpretate tutte in modo diverso. Gli angoli arrotondati, nascosti, che rendono gli ambienti morbidi. I soffitti originali coperti di canne con un evidente richiamo alla tradizione sarda che sovrastano grandi letti. Nei bagni tutto è come lucidato dall'acqua: i lavandini di granito locale, gli specchi arrotondati. A richiamare il passato rendono omaggio al genio di Jacques Couelle padre del Cala di Volpe alcuni vetri colorati conficcati nella parete bianca.

Per l’hotel Cala di Volpe sabato 3 ottobre è stato l’ultimo giorno di apertura di una stagione molto particolare. La pandemia ha spazzato via una buona fetta della clientela straniera che da sempre frequenta Porto Cervo. Il bilancio di questa strana estate e le nuove strategie per il rilancio post Covid verranno rese note a novembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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