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«Recovery, decidiamo insieme»

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L’assessore Fasolino: «Le scelte sui fondi Ue non siano solo del Governo»

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CAGLIARI. Il Governo non può fare tutto da solo nel trattare con l’Europa dai progetti ai miliardi col marchio Recovery plan. Per l’assessore alla programmazione, Giuseppe Fasolino, è «invece indispensabile che Palazzo Chigi coinvolga le Regioni, ma finora non è stato così». È stata questa, in estrema sintesi, la posizione della giunta Solinas proposta nell’aula della commissione speciale del Consiglio regionale sull’insularità. «Il piano Recovery – ha detto Fasolino – è un'occasione straordinaria per far crescere l'economia, anche della Sardegna, una volta che la pandemia sarà cessata. È necessario però usare quel denaro per investimenti e non puntare sull’assistenzialismo. Soprattutto è necessario che il Governo coinvolga la Regione sulla scelte che saranno decisive nei prossimi mesi». Secondo la Giunta, però, «a oggi il Governo non ha ancora chiamato in causa la Regione e le Regioni in genere per concordare la strategia su come investire i fondi miliardari». È possibile che, in prima battuta, voglia parlare da solo con l'Unione europea, ma noi chiediamo che dopo metà ottobre (è la scadenza per presentare a Bruxelles i piani di spesa) il Governo apra i tavoli di confronto con le Regioni e le parti sociali». Fasolino ha confermato infine qual è lo stato dell’arte: «Sappiamo che gli assi degli investimenti riguarderanno il patto sociale, la transazione verde e digitale, la creazione di occupazione, la salute, la formazione e la ricerca. Sono tutti temi di stretta attualità su cui la Sardegna è pronta a presentare più di un progetto». Intano arriva da Bruxelles questa notizia: la Sardegna, insieme alle altre regioni del Centrosud, è stata inserita nel pacchetto dei contributi straordinari a favore delle imprese travolte dalla pandemia. Lo schema, che ha una dotazione di 1,5 miliardi, prevede vantaggi fiscali a favore delle aziende, escluse quelle agricole e finanziarie, per il periodo che va dal primo ottobre al 31 dicembre.

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