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Il Tar rinvia il verdetto a oggi Scontro Regione-Governo

Il Tar rinvia il verdetto a oggi Scontro Regione-Governo

I giudici dovranno pronunciarsi sull’ordinanza che dispone i controlli agli arrivi A rischio anche la proroga ma Solinas insiste: siamo in emergenza sanitaria

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CAGLIARI. Oggi i giudici del Tar sveleranno chi ha vinto la guerra delle ordinanze. Ancora Palazzo Chigi, oppure sarà il giorno della rivincita per Solinas? La decisione finale doveva essere emessa a tamburo, invece la prima sezione s’è presa qualche ora in più di riflessione. Soprattutto perché oltre alla numero 43, quella sospesa a settembre, sul braciere adesso c’è anche l’ultima proroga che riavvia i tamponi obbligatori. Da oggi e fino al 23 ottobre, stando alla Regione, dovrebbero ritornare a essere imposti. Il Tar stamattina farà sapere se oltre a quella già decaduta, anche l’altra, l’ultima, dovrà saltare. Sarà, quella dei giudici amministrativi, una pronuncia cautelare – concetto da cronaca giudiziaria – ma destinata comunque ad avere effetti immediati. Ma rischia anche, la stessa pronuncia, di non essere la pietra tombale sulla disputa fra la Regione e il Governo. Gli strascichi potrebbero essere ancora molti.

L’udienza. Da una parte s’è schierato l’avvocato distrettuale dello Stato, Lucia Salis, dall’altra i difensori della Regione, Mauro Barberio per il governatore e Mattia Pani dell’Ufficio legale. Lo scontro è stato aspro, almeno così è trapelato dalle mura della camera di consiglio presieduta da Dante D’Alessio. Niente è cambiato fra le parti in causa. A metà settembre avevano incrociato le armi attraverso memorie scritte e carte bollate. Stavolta, invece, c’è stato il faccia a faccia. È durato una quarantina di minuti. Più che sulla vecchia ordinanza firmata l’11 settembre da Solinas, poi bocciata sette giorni dopo dal Tar, stavolta gli avvocati si sarebbero confrontati soprattutto sulla nuova. Però l’Avvocatura dello Stato non ha svelato se il Governo impugnerà anche la numero 46, l’ultima, nei prossimi giorni. Forse non lo farà, perché dopo aver vinto una prima volta, crede di avere in tasca anche il trionfo definitivo. Cioè: oggi la conferma della bocciatura di settembre, a questo punto, finirebbe per annullare anche gli effetti della proroga. Questa ricostruzione è stata però contestata dagli avvocati della Regione: «È vero che le due ordinanze sono collegate, ma sappiamo bene che da un mese all’altro è cresciuta l’emergenza sanitaria, a cominciare dall’aumento progressivo e poi continuo dei contagi».

La nuova allerta. È proprio sull’attuale stato di salute del sistema sanitario che si sarebbe consumata gran parte dell’udienza. Se a settembre il Tar aveva deciso che l’emergenza non c’era, in Sardegna, nella nuova ordinanza il governatore ha scritto in testa alla numero 46: «Oggi i nostri ospedali sono sotto pressione e non sarebbero in grado di sostenere una seconda ondata proveniente dall’esterno». Poi quantificata, sempre da Solinas, nell’arrivo da ottobre a dicembre di 400mila persone fra passeggeri e turisti ed è proprio questo esercito, prossimo allo sbarco, ad aver convinto il governatore a scrivere: «Devo tutelare la salute pubblica». Tra l’altro, ancora Solinas, ha scritto: «È stato proprio il Tar, col suo primo decreto di settembre, a riconoscere comunque alla Regione la potestà di valutare e ponderare gli interventi necessari». Oggi i giudici diranno chi è rimasto nel solco della legge o se qualcuno invece ha superato la soglia dei poteri attribuitigli dalla Costituzione.

La stoccata. A puntare il dito contro la Regione è Gavino Manca, deputato Pd. «La Giunta ha avuto tutto il tempo per difendere la Sardegna dall’annunciata seconda ondata. Invece non ha fatto nulla». Per poi affondare i colpi: «Come un disco rotto, in queste ore, Solinas è stato solo capace di riproporre la scelta sciagurata dei test d’ingresso. È l’ennesima falsa ricetta che, ancora una vola, allontana la Sardegna dal resto del mondo». (ua)



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