Conte cerca l’aiuto delle Regioni
Il premier è preoccupato per la tenuta della sanità nella nuova stagione del Covid
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[FIRMA&LUOGO]di Serenella Mattera
<MC>ROMA
[TESTO]Sono puntati sui dati delle terapie intensive, gli occhi del governo. Sono dati di tenuta del sistema. Per evitare che si impennino, si cerca la massima collaborazione con le Regioni, soprattutto al Sud, dove il sistema sanitario è più fragile. La ricetta sono interventi mirati, locali o iper locali: la spinta ai governatori è muoversi autonomamente, con strette ulteriori rispetto a quelle nazionali. Per i casi critici, c'è l'opzione di «lockdown mirati». Se non bastasse, il 15 ottobre arriveranno nuove misure: si potrebbe partire dai grandi eventi, per poi allargare il cerchio se servirà, cercando fino all'ultimo di risparmiare il sistema produttivo. Il premier Giuseppe Conte lo dice: «Una nuova fiammata» è dietro l'angolo se ci si distrae. Anche l'impennata dei contagi degli ultimi giorni, secondo alcune fonti, è giunta in proporzioni che né gli scienziati né il governo si aspettavano (cause possibili: la coda dell'estate, la riapertura delle scuole, anche la campagna elettorale e più in generale l'abbassarsi della soglia di attenzione). A rassicurare sarebbe il dato delle terapie intensive non ancora preoccupante. E qui si viene alle Regioni. «Nel nostro sistema il punto di forza nella pandemia è stata la capacità di dialogare» con i governatori, sottolinea Conte: «Fiducia», non «polemiche». Non sfuggono le critiche di Giovanni Toti che lamenta «l'odiosa limitazione» introdotta con l'ultimo decreto, che permette solo ordinanze più restrittive. Ma la crisi allarma tutti e il ministro Francesco Boccia, in conferenza Stato-Regioni, rivolge l'appello a «lavorare insieme, da qui al 15 ottobre, sul prossimo dpcm». «Rivendichiamo il nostro ruolo», afferma Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle Regioni. Tutelare scuola e lavoro, è la priorità del governo. Che vuol dire evitare un nuovo lockdown nazionale ma anche scongiurare misure più mirate ma comunque penalizzanti per l'economia come un «coprifuoco» per bar e ristoranti. Perciò Boccia parla di «limitare al massimo i contagi in tutti i contesti» diversi. Sul tavolo ci sono altre ipotesi nazionali, a partire dalla limitazione ai grandi eventi. Prosegue poi la discussione sulla capienza di cinema, teatri e palazzetti.
<MC>ROMA
[TESTO]Sono puntati sui dati delle terapie intensive, gli occhi del governo. Sono dati di tenuta del sistema. Per evitare che si impennino, si cerca la massima collaborazione con le Regioni, soprattutto al Sud, dove il sistema sanitario è più fragile. La ricetta sono interventi mirati, locali o iper locali: la spinta ai governatori è muoversi autonomamente, con strette ulteriori rispetto a quelle nazionali. Per i casi critici, c'è l'opzione di «lockdown mirati». Se non bastasse, il 15 ottobre arriveranno nuove misure: si potrebbe partire dai grandi eventi, per poi allargare il cerchio se servirà, cercando fino all'ultimo di risparmiare il sistema produttivo. Il premier Giuseppe Conte lo dice: «Una nuova fiammata» è dietro l'angolo se ci si distrae. Anche l'impennata dei contagi degli ultimi giorni, secondo alcune fonti, è giunta in proporzioni che né gli scienziati né il governo si aspettavano (cause possibili: la coda dell'estate, la riapertura delle scuole, anche la campagna elettorale e più in generale l'abbassarsi della soglia di attenzione). A rassicurare sarebbe il dato delle terapie intensive non ancora preoccupante. E qui si viene alle Regioni. «Nel nostro sistema il punto di forza nella pandemia è stata la capacità di dialogare» con i governatori, sottolinea Conte: «Fiducia», non «polemiche». Non sfuggono le critiche di Giovanni Toti che lamenta «l'odiosa limitazione» introdotta con l'ultimo decreto, che permette solo ordinanze più restrittive. Ma la crisi allarma tutti e il ministro Francesco Boccia, in conferenza Stato-Regioni, rivolge l'appello a «lavorare insieme, da qui al 15 ottobre, sul prossimo dpcm». «Rivendichiamo il nostro ruolo», afferma Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle Regioni. Tutelare scuola e lavoro, è la priorità del governo. Che vuol dire evitare un nuovo lockdown nazionale ma anche scongiurare misure più mirate ma comunque penalizzanti per l'economia come un «coprifuoco» per bar e ristoranti. Perciò Boccia parla di «limitare al massimo i contagi in tutti i contesti» diversi. Sul tavolo ci sono altre ipotesi nazionali, a partire dalla limitazione ai grandi eventi. Prosegue poi la discussione sulla capienza di cinema, teatri e palazzetti.
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