Italia, impennata dei casi Stretta sui grandi eventi
L’ondata non si arresta: +4458. Numeri simili non si vedevano dal 3 aprile Ieri 22 morti e record di tamponi (oltre 128mila). Arrivano le prime chiusure locali
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[FIRMA&LUOGO]di Lorenzo Attianese
<MC>ROMA
[TESTO]Il secondo picco in due giorni. L'onda dei contagi continua la sua scalata con i ritmi della fase di emergenza di sei mesi fa. Dopo il balzo del giorno precedente, con la curva già salita di un migliaio di casi rispetto al trend giornaliero, l'ultimo bollettino alza ulteriormente l'asticella: in 24 ore i nuovi positivi al Covid sono stati 4.458 e numeri simili non si vedevano dallo scorso 3 aprile. Non è lo stesso per i decessi: sono 22 i morti, a fronte delle centinaia di vittime registrate in primavera ogni giorno. Ma con il virus che continua a fare malati - ora tanti anche al Centro e al Sud - in alcuni territori scattano i primi mini-lockdown come a Latina, con un'ordinanza ad hoc della Regione Lazio. Non basta. E in tutto il Paese scatta l'allarme degli esperti sui pericoli dettati dai grandi eventi di massa, che esporranno al rischio di maxi-assembramenti di persone: la richiesta del Comitato Tecnico Scientifico è di rimodulare i protocolli su alcune manifestazioni già previste: prime fra tutte, per ordine di tempo, il corteo dei negazionisti domani a Roma e domenica la marcia della Pace ad Assisi. Cifre ai massimi degli ultimi mesi, ma anche record di tamponi: sono stati 128.098 quelli registrati nel bollettino quotidiano, quasi tremila in più rispetto ai numeri precedenti quando erano stati 125.314. Il numero complessivo dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 338.398. I dati però non cambiano la linea del governo, che in queste ore resta ferma sulle disposizioni previste dal Dpcm appena annunciato e lascia alle Regioni la libertà di disporre altre strette: l'obiettivo è scongiurare il blocco delle attività produttive nel Paese e la vera linea di confronto è soprattutto la situazione delle terapie intensive. Seppure in crescita, i dati su questo aspetto al momento non preoccupano. Delle 65.952 persone attualmente positive in Italia, 358 sono quelle nei reparti di rianimazione (+21), 3.925 ricoverati con sintomi (+143) e 61.669 in isolamento domiciliare (+3.212). I dimessi e i guariti sono complessivamente 236.363 con un incremento di 1.060. A commentare la sua «cattiva notizia per l'Italia» è anche il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri: «Il virus prima era concentrato in un pezzo del Paese, oggi ha una geografia molto più diffusa. Purtroppo si è allargato a zone d'Italia meno preparate ad affrontarlo, questa è la vera sfida di queste settimane». Il boom ancora una volta si registra in Campania (+757), seguita da Lombardia (+683) e Veneto (+491). Proprio per questo il governatore De Luca - dopo un vertice con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il Commissario Arcuri - ha chiesto alla Protezione Civile la messa a disposizione nei tempi più rapidi possibili di personale medico e infermieristico volontario. Nel Lazio invece Zingaretti ha firmato un'ordinanza per un «mini lockdown» nella provincia di Latina per 14 giorni, che prevede il contingentamento a 20 persone per le feste e cerimonie religiose, il numero massimo di 4 ospiti a tavolo per ristoranti e locali e la chiusura alle ore 24 per pub bar e ristoranti. A Trento il comune ha disposto, fino al 31 gennaio, lo stop alle bevande alcoliche all'esterno dei locali nelle zone della movida tra le 22 e le 6 del mattino.
<MC>ROMA
[TESTO]Il secondo picco in due giorni. L'onda dei contagi continua la sua scalata con i ritmi della fase di emergenza di sei mesi fa. Dopo il balzo del giorno precedente, con la curva già salita di un migliaio di casi rispetto al trend giornaliero, l'ultimo bollettino alza ulteriormente l'asticella: in 24 ore i nuovi positivi al Covid sono stati 4.458 e numeri simili non si vedevano dallo scorso 3 aprile. Non è lo stesso per i decessi: sono 22 i morti, a fronte delle centinaia di vittime registrate in primavera ogni giorno. Ma con il virus che continua a fare malati - ora tanti anche al Centro e al Sud - in alcuni territori scattano i primi mini-lockdown come a Latina, con un'ordinanza ad hoc della Regione Lazio. Non basta. E in tutto il Paese scatta l'allarme degli esperti sui pericoli dettati dai grandi eventi di massa, che esporranno al rischio di maxi-assembramenti di persone: la richiesta del Comitato Tecnico Scientifico è di rimodulare i protocolli su alcune manifestazioni già previste: prime fra tutte, per ordine di tempo, il corteo dei negazionisti domani a Roma e domenica la marcia della Pace ad Assisi. Cifre ai massimi degli ultimi mesi, ma anche record di tamponi: sono stati 128.098 quelli registrati nel bollettino quotidiano, quasi tremila in più rispetto ai numeri precedenti quando erano stati 125.314. Il numero complessivo dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 338.398. I dati però non cambiano la linea del governo, che in queste ore resta ferma sulle disposizioni previste dal Dpcm appena annunciato e lascia alle Regioni la libertà di disporre altre strette: l'obiettivo è scongiurare il blocco delle attività produttive nel Paese e la vera linea di confronto è soprattutto la situazione delle terapie intensive. Seppure in crescita, i dati su questo aspetto al momento non preoccupano. Delle 65.952 persone attualmente positive in Italia, 358 sono quelle nei reparti di rianimazione (+21), 3.925 ricoverati con sintomi (+143) e 61.669 in isolamento domiciliare (+3.212). I dimessi e i guariti sono complessivamente 236.363 con un incremento di 1.060. A commentare la sua «cattiva notizia per l'Italia» è anche il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri: «Il virus prima era concentrato in un pezzo del Paese, oggi ha una geografia molto più diffusa. Purtroppo si è allargato a zone d'Italia meno preparate ad affrontarlo, questa è la vera sfida di queste settimane». Il boom ancora una volta si registra in Campania (+757), seguita da Lombardia (+683) e Veneto (+491). Proprio per questo il governatore De Luca - dopo un vertice con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il Commissario Arcuri - ha chiesto alla Protezione Civile la messa a disposizione nei tempi più rapidi possibili di personale medico e infermieristico volontario. Nel Lazio invece Zingaretti ha firmato un'ordinanza per un «mini lockdown» nella provincia di Latina per 14 giorni, che prevede il contingentamento a 20 persone per le feste e cerimonie religiose, il numero massimo di 4 ospiti a tavolo per ristoranti e locali e la chiusura alle ore 24 per pub bar e ristoranti. A Trento il comune ha disposto, fino al 31 gennaio, lo stop alle bevande alcoliche all'esterno dei locali nelle zone della movida tra le 22 e le 6 del mattino.
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