Caccia alla lepre e alla pernice in Sardegna: il Tar blocca il calendario
La decisione dei giudici perché il provvedimento regionale sarebbe viziato dalla “mancata acquisizione del necessario parere dell'Ispra”
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SASSARI. La caccia alla pernice sarda e alla lepre sarda è stata bloccata. Lo ha deciso il Tar che ha sospeso il decreto che aveva aperto l'attività venatoria alle due specie. Secondo i giudici amministrativi, infatti, il provvedimento regionale è viziato dalla “mancata acquisizione del necessario parere dell'Ispra”, che “rende illegittimo il decreto impugnato” . Una illegittimità che, sottolinea il Tar “non può essere superata nemmeno sulla base dei contenuti limiti (giornalieri e di carniere) stabiliti per la caccia alla Lepre sarda e della Pernice sarda”. Nonostante la Regione avesse dato il via libera alla caccia dal 28 settembre, le doppiette non potranno essere utilizzate. Dopo la decisione del tribunale amministrativo sono arrivate le parole dell’assessore regionale all’ambiente, Gianni Lampis: «La sentenza del Tar Sardegna è basata sulla mancata acquisizione del parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che, seppure sia obbligatorio, non è vincolante. Peraltro, il parere era stato puntualmente e tempestivamente richiesto dall'Assessorato lo scorso 21 settembre, subito dopo i censimenti».
«Il parere dell’Ispra, quasi come una beffa, è arrivato all'Assessorato alle 8.26 dell’8 ottobre, esattamente la mattina successiva all'udienza tenuta dal Tar Sardegna – ha aggiunto l’assessore Lampis – Nulla può essere rimproverato all'assessorato regionale che anzi si è prodigato, anche con solleciti verbali, per acquisire il parere in tempo utile. Inoltre, se è vero che l’Ispra ha 30 giorni di tempo per formulare il proprio parere, al quale è tenuto per legge, è altrettanto vero che l’acquisizione del parere deve pervenire in tempi adeguati per non compromettere il regolare svolgimento dell’attività venatoria. Così non è stato. Comunque, il decreto, seppure privo del parere, è stato motivato dal punto di vista scientifico».
«Il parere dell’Ispra, quasi come una beffa, è arrivato all'Assessorato alle 8.26 dell’8 ottobre, esattamente la mattina successiva all'udienza tenuta dal Tar Sardegna – ha aggiunto l’assessore Lampis – Nulla può essere rimproverato all'assessorato regionale che anzi si è prodigato, anche con solleciti verbali, per acquisire il parere in tempo utile. Inoltre, se è vero che l’Ispra ha 30 giorni di tempo per formulare il proprio parere, al quale è tenuto per legge, è altrettanto vero che l’acquisizione del parere deve pervenire in tempi adeguati per non compromettere il regolare svolgimento dell’attività venatoria. Così non è stato. Comunque, il decreto, seppure privo del parere, è stato motivato dal punto di vista scientifico».
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