La Nuova Sardegna

La Sardegna finisce nella black list svizzera

di Umberto Aime
La Sardegna finisce nella black list svizzera

Le autorità di Berna: quarantena obbligatoria per chi arriva dall’isola Caos ordinanze: il Governo non ha deciso se ricorrere di nuovo al Tar

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CAGLIARI. La Sardegna finora, a torto o a ragione, non è riuscita ancora a tirar su neanche uno straccio di cordone sanitario anti Covid, leggi test d’ingresso per turisti e passeggeri. Ma di contro poche ore fa la stessa Sardegna è finita, all’improvviso, nella black list della Svizzera. Dopo Liguria, Campania e Veneto, anche chi partirà dagli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia, oppure supererà il confine italo-svizzero in auto dopo essersi imbracato dai porti sardi, dovrà mettersi in quarantena obbligatoria. L’ordine perentorio è stato impartito dall’Ufficio federale della sanità svizzera: scatterà da lunedì 12 ottobre. Chissà invece come finirà, nel frattempo, la disputa giudiziaria fra il Governo e la Regione sui tamponi obbligatori per i forestieri. Nessuno ha chiarito ancora se l’ultima ordinanza di Solinas, firmata il 7 ottobre, sia decaduta o meno, dopo che giovedì la prima, quella dell’11 settembre, è stata ribocciata dal Tar. Sta di fatto che, seppure in questa totale confusione, nelle prime 24 ore – i controlli sarebbero dovuti cominciare giovedì mattina – ai passeggeri non sono stati pretesi certificati negativi o quarantene obbligatorie una volta arrivati nei porti e negli aeroporti sardi.

L’altolà. La notizia del boom di contagi nell’isola da settembre in poi ha fatto il giro del mondo. Appena è arrivata a Berna, capitale dell’efficiente Svizzera, l’allarme è scattato immediato. Nel consueto aggiornamento settimanale sui Paesi e sulle regioni canaglia, per quanto riguarda la diffusione del coronavirus, l’Ufficio federale della Sanità ha inserito in un battibaleno anche la Sardegna. La prima regione italiana a essere finita nella black-list era stata la Lombardia, poi è toccato nell’ordine a Liguria, Campania e Veneto. Ad allarmare gli svizzeri potrebbe essere stato non solo l’escalation della curva Covid, ma soprattutto la certezza che anche quest’autunno – come del resto capita da anni – molti giovani sardi si trasferiscano Oltralpe per cercare lavoro negli alberghi nei vari Cantoni. Sarebbe questo infatti il vero motivo per cui la Svizzera ha deciso di imporre l’obbligo della quarantena anche a chi parte dalla Sardegna. È la seconda volta che l’isola finisce in una black list. La prima risale alla fine dell’estate dopo l’esplosione ferragostana della pandemia in Costa Smeralda, con questa imposizione da parte di alcuni governatori delle altre Regioni: chi parte dagli aeroporti e dai porti sardi, non potrà rientrare a casa senza sottoporsi all’arrivo almeno a un test sierologico. Decisione che, va ricordato, finì per scatenare un’infinità di polemiche all’indomani dell’accusa: «Altro che isola Covid free, la Sardegna è diventata un focolaio impazzito».

Caos ordinanze. Il giorno dopo la seconda bocciatura consecutiva da parte del Tar, giovedì mattina, da nessuna delle parti in causa è arrivato un chiarimento sull’entrata in vigore o meno della nuova ordinanza autunnale sui test d’ingresso per i passeggeri che arrivano in Sardegna. Dalla Regione non è arrivata un minino di nota esplicativa sul come dovrebbero comportarsi i forestieri fino al 23 ottobre, data di scadenza dell’ultima ordinanza. Anche il Governo è rimasto sulle sue: non ha deciso se impugnare anche la proroga, quella oggi in bilico, oppure considerare l’ultima doppia vittoria amministrativa alla stregua di un trionfo definitivo e quindi già sufficiente a tappare per sempre la bocca al governatore Solinas. Al di là della disputa, molto feroce, fra Governo e Regione, è evidente che a essere disorientati sono soprattutto i turisti. A cominciare dai 400mila annunciati in arrivo da fine ottobre a dicembre.

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