La Nuova Sardegna

Tamponi rapidi agli scolari l’appello online fa il botto

di Silvia Sanna
Tamponi rapidi agli scolari l’appello online fa il botto

Un gruppo di genitori rivolge la petizione a Solinas: già raccolte 1000 firme

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SASSARI. Un colpo di tosse, il naso che cola e in famiglia si scatena l’inferno. Perché non è un anno qualunque, è l’anno del Covid: quello in cui anche una banale influenza o un semplice raffreddamento deve essere indagato per capire di che cosa si tratta. Le indicazioni sono chiare: con determinati sintomi i bambini e ragazzi in età scolare devono restare a casa, se vanno a scuola i genitori saranno contattati dagli insegnanti e scatterà la procedura. È già successo in circa 30 scuole dell’isola, in alcuni casi si è scelto di chiudere gli istituti, in molti altri di mandare le singole classi in quarantena. Da quando la scuola è ripartita, sono più di un centinaio le classi in isolamento. Ma per uno studente che resta a casa, soprattutto se è piccolo, c’è almeno un genitore che non può andare a lavorare. I disagi si ripercuotono sull’intero nucleo familiare, ecco perché la tempestività nel comunicare l’esito dei tamponi è cruciale. A sollevare il tema sono proprio i genitori: si rivolgono al governatore Christian Solinas pregandolo di «attivare un percorso di controllo degli studenti separato da quello riguardante il resto della popolazione e di adottare la sperimentazione dei tamponi salivari rapidi». Questo consentirebbe di comunicare in tempi molto stretti i risultati alle famiglie: se l’esito è negativo, può scattare il liberi tutti, il ritorno a scuola, al lavoro, alla normalità. Il gruppo di genitori ha lanciato l’appello con una petizione on line sulla piattaforma Change.org. E nelle prime 48 ore il successo è stato clamoroso: già 1000 le firme raccolte. Ecco cosa dicono i genitori: «Siamo all'inizio dell'autunno e il sistema di controllo dei sospetti casi positivi al Covid 19 nelle scuole ha già presentato le prime difficoltà: i tempi di attesa del referto dal giorno di effettuazione del tampone rino faringeo sono già insostenibili: una settimana o più». Le conseguenze sono pesanti per tutti: «Per i ragazzi innanzitutto perché l'assenza così prolungata dai banchi di scuola pregiudica il loro sereno percorso scolastico, già fortemente compromesso lo scorso anno». E poi per le famiglie, che sono allo stremo: «Questi tempi di attesa sono del tutto incompatibili con le esigenze lavorative di ognuno e con la necessità di tutelare al massimo la salute dei componenti più anziani delle famiglie, i nonni». Capita spesso infatti che i genitori siano costretti a chiedere aiuto proprio ai nonni, cioé le persone più fragili di fronte al virus, perché altrimenti non saprebbero come gestire i figli. Continuano i genitori: «Le direzioni didattiche sono spesso col cerino in mano nel valutare il da farsi nel rapporto con il dipartimento prevenzione della Ats. Ecco perché serve con urgenza un cambio di passo per accorciare i tempi». A sollecitarlo ci sono anche i genitori del ragazzino sassarese, studente alle Medie, da lunedì chiuso in casa in attesa di tampone. Il test è stato sollecitato dalla pediatra al servizio di Igiene pubblica. Ma dopo diversi giorni l’attesa non è finita e l’isolamento dell’intera famiglia continua.

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