La Nuova Sardegna

Azzolina: "Prudenza e buon senso a scuola: prestare i pastelli? Si può"

Silvia Sanna
La ministra della pubblica istruzione Lucia Azzolina con uno scolaro (foto profilo Fb)
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La ministra della pubblica istruzione Lucia Azzolina con uno scolaro (foto profilo Fb)

La ministra dopo il caso di Sassari interviene sulla sua pagina Facebook

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SASSARI. Serve buon senso, soprattutto quando si parla di bambini e ragazzi che stanno affrontando un momento molto difficile. Dunque sì alle regole sulla sicurezza per arginare i contagi ma niente estremizzazioni: è la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a dirlo, a proposito dello scambio di materiale didattico – come pastelli, quaderni o libri – in classe.

La ministra interviene con un post sulla sua pagina Facebook quando è ancora viva la polemica per quanto accaduto a Sassari pochi giorni fa: uno scolaro di quinta elementare per cinque ore è rimasto fermo sul banco con le mani in mano perché aveva dimenticato l’astuccio a casa. E nessuno gli ha prestato una penna, una matita, un foglio su cui lavorare: le linee guida del ministero non lo consentono e l’insegnante le ha applicate alla lettera.

Ma è proprio così o quanto accaduto si poteva evitare, risparmiando anche una umiliazione all’alunno? Pare proprio di si, dice la ministra, appunto usando il buon senso «a scuola come ovunque. In classe si possono tranquillamente prestare astucci, pennarelli, matite, quaderni, libri, fogli – scrive l’esponente del governo Conte –. Basta igienizzarsi le mani. Come ha ricordato il Comitato tecnico-scientifico, non serve alcun prodotto specifico nella gestione del materiale scolastico. È sufficiente rispettare le regole sanitarie. Lo abbiamo già ribadito e lo faremo ancora». E poi: «Mi raccomando: utilizziamo il buon senso».

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