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Conte alle strette media tra rigoristi e prudenti

Conte alle strette media tra rigoristi e prudenti

La stretta è pronta, ma non ancora interamente messa nero su bianco. Il premier Giuseppe Conte e il governo sembrano darsi un breve supplemento di riflessione prima di intervenire. Il capo del...

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La stretta è pronta, ma non ancora interamente messa nero su bianco. Il premier Giuseppe Conte e il governo sembrano darsi un breve supplemento di riflessione prima di intervenire. Il capo del governo in queste ore cercherà l'equilibrio adeguato a contemperare due esigenze primarie: evitare un lockdown o comunque misure che portino un danno economico eccessivo e mantenere, come priorità assoluta, la tutela della salute in questa nuova fase. Non è semplice e il rischio confusione è dietro l'angolo. Conte vorrebbe chiudere il Dpcm di fatto già stasera ma potrebbe anche optare per far slittare la sua entrata in vigore il 15 ottobre, come era previsto prima dell'impennata dei contagi. Le sensibilità, nel governo, su alcune misure sembrano ancora divergere tra chi professa una certa prudenza nella stretta e chi interpreta la linea più dura. La linea «della razionalità e dell'accortezza», ad esempio, è sposata dalla capo delegazione Iv Teresa Bellanova. E, non a caso, quando filtra la circolare del Viminale in cui si obbliga la mascherina anche nell'attività motoria all'aperto Matteo Renzi - prima della precisazione dello stesso ministero - attacca: «è assurdo correre con la mascherina». Anche Conte, in queste ore, secondo alcune fonti del governo, si sarebbe fatto interpreta di una linea più prudenziale. Su un nodo, soprattutto, quello delle feste private, nelle case e nei locali. Sullo stop totale Conte avrebbe più di un dubbio. Anche perché, annunciando il dl Covid lo scorso 7 ottobre, il premier spiegava: «Lo Stato non può entrare nelle abitazioni private, lo ritengo un principio sacrosanto». L’opposizione attacca: «Il caos regna sovrano», sottolinea la presidente di Fdi Giorgia Meloni.

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