La svolta del governo e del Cts Quarantena ridotta a dieci giorni
L’utilizzo della mascherina sarà obbligatorio per le passeggiate, non per chi fa jogging o footing Tra le norme che cambiano, anche il via libera ai test rapidi per i contatti stretti di chi è contagiato
3 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Matteo Guidelli
<MC>ROMA
[TESTO]La quarantena scende a 10 giorni, con i positivi che dovranno fare un unico tampone per «uscire» dall'isolamento, mentre arriva il via libera ai test rapidi per i contatti stretti. Le mascherine vanno utilizzate anche per l'attività motoria all'aperto, dunque per camminare ma non per fare jogging e footing, che rientrano invece nell'attività sportiva. E aumenta il ricorso allo smart working nella Pubblica amministrazione: dall'attuale 50% potrebbe arrivare al 60-70%. Il governo mette a punto le misure che confluiranno nel nuovo Dpcm confermando la linea più volte ribadita negli ultimi giorni dal premier Giuseppe Conte: non ci sarà un nuovo lockdown nazionale ma una serie di interventi «mirati e progressivi» per fermare la crescita dei contagi. «Siamo costretti a stringere le maglie - conferma il ministro della Salute Roberto Speranza - con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure». Il pacchetto da approvare entro il 15 ottobre, data in cui scade l'attuale decreto in vigore, è finito sul tavolo del Comitato tecnico scientifico in una riunione urgente convocata dal ministro Speranza proprio per confrontarsi con gli scienziati e gli esperti e per definire meglio gli interventi. A partire da come potenziare il sistema di testing visto che ormai da giorni si registrano in molte città difficoltà per l'effettuazione dei tamponi. Si è dunque deciso di abbassare il periodo di quarantena da due settimane a 10 giorni e i positivi, per uscire dall'isolamento, non avranno più bisogno del doppio tampone negativo ma ne basterà uno. Sarà una circolare del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza a chiarire le modalità. Il Cts ha individuato 4 diverse tipologie di situazioni: i positivi asintomatici, i positivi sintomatici, i positivi asintomatici che non riescono a negativizzarsi e i contatti stretti. I primi dovranno osservare 10 giorni di quarantena, dalla diagnosi di positività, e poi sottoporsi ad un tampone molecolare; anche i sintomatici dovranno fare 10 giorni di isolamento, ma prima di sottoporsi all'unico tampone molecolare previsto dovranno aver passato almeno 3 giorni senza sintomi. Per i contatti stretti, dopo 10 giorni di quarantena, sarà invece possibile effettuare il test rapido dai medici di base. L'ultima categoria sono i positivi che non riescono a negativizzarsi. Anche per loro, dieci giorni di quarantena e tampone molecolare, ma l'isolamento finirà in ogni caso dopo 21 giorni. Diversi i provvedimenti in arrivo: da quelli per frenare la movida - la chiusura di bar, pub e ristoranti alle 24 e lo stop della vendita delle bevande da asporto alle 21 per evitare che si consumi cibo in piedi fuori dai locali - allo stop agli eventi di massa e agli sport amatoriali di contatto come il calcetto. «Agiremo su assembramenti e orari dei locali e sugli sport dove non è possibile usare le mascherine e mantenere le distanze» conferma il ministro che ribadisce il divieto alle feste private nonostante nel governo non tutti sembrerebbero essere su questa linea.
<MC>ROMA
[TESTO]La quarantena scende a 10 giorni, con i positivi che dovranno fare un unico tampone per «uscire» dall'isolamento, mentre arriva il via libera ai test rapidi per i contatti stretti. Le mascherine vanno utilizzate anche per l'attività motoria all'aperto, dunque per camminare ma non per fare jogging e footing, che rientrano invece nell'attività sportiva. E aumenta il ricorso allo smart working nella Pubblica amministrazione: dall'attuale 50% potrebbe arrivare al 60-70%. Il governo mette a punto le misure che confluiranno nel nuovo Dpcm confermando la linea più volte ribadita negli ultimi giorni dal premier Giuseppe Conte: non ci sarà un nuovo lockdown nazionale ma una serie di interventi «mirati e progressivi» per fermare la crescita dei contagi. «Siamo costretti a stringere le maglie - conferma il ministro della Salute Roberto Speranza - con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure». Il pacchetto da approvare entro il 15 ottobre, data in cui scade l'attuale decreto in vigore, è finito sul tavolo del Comitato tecnico scientifico in una riunione urgente convocata dal ministro Speranza proprio per confrontarsi con gli scienziati e gli esperti e per definire meglio gli interventi. A partire da come potenziare il sistema di testing visto che ormai da giorni si registrano in molte città difficoltà per l'effettuazione dei tamponi. Si è dunque deciso di abbassare il periodo di quarantena da due settimane a 10 giorni e i positivi, per uscire dall'isolamento, non avranno più bisogno del doppio tampone negativo ma ne basterà uno. Sarà una circolare del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza a chiarire le modalità. Il Cts ha individuato 4 diverse tipologie di situazioni: i positivi asintomatici, i positivi sintomatici, i positivi asintomatici che non riescono a negativizzarsi e i contatti stretti. I primi dovranno osservare 10 giorni di quarantena, dalla diagnosi di positività, e poi sottoporsi ad un tampone molecolare; anche i sintomatici dovranno fare 10 giorni di isolamento, ma prima di sottoporsi all'unico tampone molecolare previsto dovranno aver passato almeno 3 giorni senza sintomi. Per i contatti stretti, dopo 10 giorni di quarantena, sarà invece possibile effettuare il test rapido dai medici di base. L'ultima categoria sono i positivi che non riescono a negativizzarsi. Anche per loro, dieci giorni di quarantena e tampone molecolare, ma l'isolamento finirà in ogni caso dopo 21 giorni. Diversi i provvedimenti in arrivo: da quelli per frenare la movida - la chiusura di bar, pub e ristoranti alle 24 e lo stop della vendita delle bevande da asporto alle 21 per evitare che si consumi cibo in piedi fuori dai locali - allo stop agli eventi di massa e agli sport amatoriali di contatto come il calcetto. «Agiremo su assembramenti e orari dei locali e sugli sport dove non è possibile usare le mascherine e mantenere le distanze» conferma il ministro che ribadisce il divieto alle feste private nonostante nel governo non tutti sembrerebbero essere su questa linea.
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