La Nuova Sardegna

Ollolai, s’istrumpa messa a terra dal virus

di Michela Columbu
Ollolai, s’istrumpa messa a terra dal virus

Anche l’antica lotta dei pastori finisce nella lista delle attività vietate dall’ultimo decreto Conte

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OLLOLAI. «In qualche maniera ci aspettavamo questa misura restrittiva, dal momento che s'istrumpa è uno sport che si basa sullo stretto contatto fisico». Giampiero Columbu, presidente della Federazione, dagli anni '80 e con base a Ollolai lavora per fare in modo che questo antico sport, riconosciuto dal Coni, non si perda e non può certo essere felice del fermo imposto alle discipline nei quali non sia possibile rispettare le norme di sicurezza anti-Covid.

«Siamo preoccupati – non lo nasconde – perché, pur condividendo ampiamente la necessità dei divieti e consapevoli che dobbiamo collaborare per arginare la diffusione del virus, il nostro sport, già minoritario e praticato da una platea ristretta, rischia di essere ulteriormente indebolito con uno stop che si potrebbe protrarre per troppo tempo. Avevamo in programma la partecipazione ai campionati europei di lotte celtiche in programma a inizio 2021 in Bretagna, ma sapendo che non ci possiamo preparare per quelle gare, dovremo rinunciarci, a malincuore».

D’altra parte però Columbu manifesta la sua soddisfazione «per la sempre crescente attenzione – dice – per questo sport identitario, la lotta corpo a corpo che tradizionalmente era dei pastori, con origini che si perdono nella storia. La nostra recente partecipazione al Festival dei Giochi di strada Tocatì, circa un mese fa, svoltasi in diretta streaming e non in presenza per le piazze di Verona come le altre volte, ci ha permesso di proporre una dimostrazione della nostra lotta nel pieno rispetto delle normative: hanno dato prova di sé due persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e questo ci ha dato modo di fare vedere a un vasta platea nazionale collegata on line che cos'è s'istrumpa».

Una prova di forza fisica unita alla velocità e alla conoscenza delle tecniche per atterrare l'avversario. Bastano pochi minuti per decretare il vincitore tra i due gherradores che iniziano la competizione con una stretta di mano, simbolo della lealtà che sta alla base della disciplina, prima di cingersi in una sorta di abbraccio serrato che li porta guancia a guancia. Il corpo a corpo parte con la messa in opera delle mosse per cercare di atterrare l'avversario, continuando a stringerlo per la vita e evitando di perdere l'equilibrio. Chi finisce spalle a terra è sconfitto. Proprio come si sentono ora i lottatori de s’istrumpa, che però già sognano la rivincita: «Speriamo di riprendere presto ad allenarci – conclude Columbu – e continuare con la salvaguardia e valorizzazione della nostra tradizione, che solo per ora è stata messa spalle a terra da questa terribile situazione».

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