Tutti i segreti della vasocottura
Un metodo che gli chef usano da vent’anni con attrezzature professionali Ora il forno a microonde e i contenitori adatti consentono di replicarlo in casa
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Ci scaldiamo il latte, ci scongeliamo i cibi, ma difficilmente consideriamo il forno a microonde ma raramente finisce al centro delle nostre cucine. Ora però le cose stanno cambiando perché è l’ambiente ideale per la cottura in vaso casalinga, nuovo trend sui social network. Una cheesecake, dolce o salata, un piatto di lasagne alla bolognese, un pollo alle olive, una parmigiana di melanzane, un budino al cioccolato: interi menù finiscono nei barattoli che sono anche utili per gustare manicaretti durante le pause pranzo fuori casa. Gli Chef stellati propongono alcune pietanze in vaso e nelle pasticcerie della penisola i dolci in barattolo vanno per la maggiore ed è possibile portarsi a casa dai babà nel vaso (napoletani doc) ai tiramisù preparati nella propria pasticceria preferita. Il fenomeno è fra i topic in cucina, spiegato con video tutorial e rafforzato da chef rinomati che lo pubblicizzano, come Antonino Cannavacciuolo. Il forno a microonde è l’elemento base per creare manicaretti cotti nei barattoli ma il metodo sfrutta anche il forno classico (nella versione ventilata) e la cottura a bagnomaria.
Fra i guru del metodo più rinomati al momento c’è Rosella Errante, food blogger e autrice del nuovo libro ‘Vaso cottura facile’ (Gribaudo editore). Ritenuta fra le più esperte, con oltre 60mila seguaci sui social, coordina anche un ‘gruppo di aiuto’ su Facebook per permettere di seguire con precisione il metodo, senza fare errori. A lei si rivolgono migliaia di followers colti da dubbi mentre preparano lasagne, ragù, patate, zuppe di legumi, melanzane alla parmigiana e poi una lunga serie di dolci, tutti cotti rigorosamente nel vetro dei barattoli che una volta si usavano per conservare mentre oggi si portano in tavola al posto dei piatti. «Vasi e vasetti sono anche la modalità ideale – spiega Errante – per consumare i pasti fuori casa e per le pause pranzo in ufficio perché monoporzione, con i menù già cotti e ben conditi. Sono pratici da trasportare perché hanno il coperchio e si possono anche riscaldare nuovamente al momento». La cottura in vaso prevede molte istruzioni e precauzioni che vanno dalla scelta del barattolo ideale e adatto per essere cotto con le microonde o nel forno classico (senza scoppiare, fare scintille o squagliarsi) ai tempi di cottura dei vari ingredienti che compongono una pietanza. «Ci sono varie tipologie di barattoli – spiega Errante nel volume –. Io ho testato i Weck, i Bormioli della linea Fido, i Korken dell’Ikea, i Le Parfait con tappo a gancio e i Kilner. Alcuni sono l’ideale per certe ricette e non per altre. Quelli con guarnizioni sottili vanno bene per i dolci e le cotture brevi. Quelli con tappo a gancio e guarnizioni spesse vanno bene per fare spezzatini, alimenti brodosi e ragù». Non mancano le precauzioni sui tempi di cottura (diversi per tipologia di cibo e menù) e di attesa prima di aprire i vasetti bollenti. Importanti le istruzioni per la scelta e la manutenzione dei vasi di vetro, guarnizioni e ganci di acciaio. Anche il proprio forno a microonde va sottoposto alla “prova di potenza” prima di essere promosso a forno ideale per la nuova vasocottura.
Il metodo si ispira alle conserve che preparavano le nostre nonne che facevano bollire i vasetti di pomodoro e viene usato da oltre venti anni da diversi chef nel mondo della ristorazione con l’uso dei roner per la cottura a bagnomaria, campane per il sottovuoto e altre attrezzature professionali.
Fra i guru del metodo più rinomati al momento c’è Rosella Errante, food blogger e autrice del nuovo libro ‘Vaso cottura facile’ (Gribaudo editore). Ritenuta fra le più esperte, con oltre 60mila seguaci sui social, coordina anche un ‘gruppo di aiuto’ su Facebook per permettere di seguire con precisione il metodo, senza fare errori. A lei si rivolgono migliaia di followers colti da dubbi mentre preparano lasagne, ragù, patate, zuppe di legumi, melanzane alla parmigiana e poi una lunga serie di dolci, tutti cotti rigorosamente nel vetro dei barattoli che una volta si usavano per conservare mentre oggi si portano in tavola al posto dei piatti. «Vasi e vasetti sono anche la modalità ideale – spiega Errante – per consumare i pasti fuori casa e per le pause pranzo in ufficio perché monoporzione, con i menù già cotti e ben conditi. Sono pratici da trasportare perché hanno il coperchio e si possono anche riscaldare nuovamente al momento». La cottura in vaso prevede molte istruzioni e precauzioni che vanno dalla scelta del barattolo ideale e adatto per essere cotto con le microonde o nel forno classico (senza scoppiare, fare scintille o squagliarsi) ai tempi di cottura dei vari ingredienti che compongono una pietanza. «Ci sono varie tipologie di barattoli – spiega Errante nel volume –. Io ho testato i Weck, i Bormioli della linea Fido, i Korken dell’Ikea, i Le Parfait con tappo a gancio e i Kilner. Alcuni sono l’ideale per certe ricette e non per altre. Quelli con guarnizioni sottili vanno bene per i dolci e le cotture brevi. Quelli con tappo a gancio e guarnizioni spesse vanno bene per fare spezzatini, alimenti brodosi e ragù». Non mancano le precauzioni sui tempi di cottura (diversi per tipologia di cibo e menù) e di attesa prima di aprire i vasetti bollenti. Importanti le istruzioni per la scelta e la manutenzione dei vasi di vetro, guarnizioni e ganci di acciaio. Anche il proprio forno a microonde va sottoposto alla “prova di potenza” prima di essere promosso a forno ideale per la nuova vasocottura.
Il metodo si ispira alle conserve che preparavano le nostre nonne che facevano bollire i vasetti di pomodoro e viene usato da oltre venti anni da diversi chef nel mondo della ristorazione con l’uso dei roner per la cottura a bagnomaria, campane per il sottovuoto e altre attrezzature professionali.
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